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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca

Inquinamento: per pulire l'aria, via al lavaggio straordinario strade

Oltre al blocco del traffico per i mezzi più inquinanti ripreso lunedì 7 gennaio, l'amministrazione aggiunge ora il lavaggio delle principali strade cittadine per un totale di 60 chilometri

Partito un piano straordinario di lavaggio stradale ad opera di Aim Valore Ambiente con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico da polveri sottili.

Lo annuncia l'assessore all'ambiente Antonio Dalla Pozza, che spiega: “Dal 29 dicembre, con l'eccezione del 3 gennaio, stiamo osservando un preoccupante andamento dei valori di Pm10 misurati dall'Arpav, con un picco, a Vicenza, di 148 microgrammi per metro cubo nel giorno dell'Epifania, ben al di sopra quindi della soglia dei 100 microgrammi per cui l'aria viene classificata pessima. E non è certo un problema limitato a Vicenza e al suo hinterland: complici le condizioni atmosferiche, che vedono la compresenza di nebbia, aria stagnante, inversione termica e assenza di vento, cui si aggiunge un forte utilizzo degli impianti di riscaldamento, si respira aria cattiva in tutta la pianura padana, con picchi elevatissimi in Veneto, come a Venezia e a Treviso il 6 gennaio, dove rispettivamente si sono toccati i 313 e i 273 microgrammi/m3 di pm10."

Oltre quindi al blocco del traffico per i mezzi più inquinanti (Euro 0 ed Euro 1 a benzina ed Euro 2 diesel) ripreso lunedì 7 gennaio, l'amministrazione aggiunge ora il lavaggio delle principali strade cittadine per un totale di 60 chilometri. “È una misura straordinaria che abbiamo adottato anche un anno fa – osserva Dalla Pozza -, ma per poco tempo a causa delle rigide temperature: è infatti un intervento che non può ovviamente essere eseguito se c'è il rischio di formazione del ghiaccio sulle strade. Ora invece le previsioni meteo risultano favorevoli almeno fino a venerdì”. Normalmente invece il lavaggio delle strade viene eseguito su tutte le strade da marzo ad ottobre ogni 15 giorni in centro storico e una volta al mese in periferia.

inquinamento01-2“Certo – aggiunge Dalla Pozza -, non è questa misura che risolve il problema, ma nella preoccupante assenza di una strategia a livello nazionale, i Comuni fanno quello che possono. Sono tre infatti le principali cause dell'aumento dell'inquinamento atmosferico: il traffico, gli impianti termici e le attività produttive. Noi possiamo intervenire, e siamo intervenuti, sui primi due: con il blocco dei mezzi più inquinanti e l'indicazione di abbassare di un grado le temperature interne rispetto alla legge (19 gradi anzichè 20). Le attività produttive non sono invece di nostra competenza. Ma in ogni caso – ribadisce l'assessore - non ci stancheremo mai di dire che è necessario affrontare il problema a livello nazionale per intervenire su più cause possibili in modo omogeneo e ragionato. Invece il Governo continua a chiedere proroghe all'Unione Europea spostando quindi solo più in là il problema”.

Dalla Pozza inoltre – che non esclude per i prossimi giorni misure più restrittive nel caso dovesse perdurare la qualità pessima dell'aria – evidenzia che per cinque minuti ogni ora sui pannelli a messaggio variabile della città l'amministrazione rivolge l'invito agli automobilisti a lasciare a casa l'auto e ad utilizzare i mezzi pubblici. Infine l'assessore ha scritto al commissario straordinario della Provincia di Vicenza Attilio Schneck e all'assessore regionale all'ambiente Maurizio Conte per chiedere investimenti a favore dei Comuni per e se sono previsti incontri del tavolo tecnico zonale provinciale e del comitato di indirizzo e sorveglianza regionale. IL PIANO DI ARZIGNANO


“Nel frattempo – conclude Dalla Pozza -, considerata l'insalubrità dell'aria che si sta respirando, con effetti sulla salute che tutti possono cominciare ad avvertire, raccomando alle persone più sensibili, come bambini, anziani, chi ha problemi polmonari e vascolari, a ridurre allo stretto indispensabile la permanenza all'aria aperta, e lo stesso invito lo rivolgo a chi fa attività sportiva all'aperto. Per il momento, purtroppo, non ci resta che attendere che mutino le condizioni meteorologiche e l'aria ritorni ad essere maggiormente respirabile”.

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