Cronaca

Indipendenza: da Vicenza proclamata la "disubbidienza fiscale"

Venerdì sera, alle ore 20 in piazza dei Signori, gli aderenti a Plebiscito.eu, ideatori del referendum on line, proclameranno. l’esenzione fiscale totale. Pronta una schiera di "esattori al contrario"

"Mentre Renzi e gli altri si godono gli ultimi istanti di celebrità a nostre spese, venerdì sera, alle ore 20 in piazza dei Signori a Vicenza proclameremo l’esenzione fiscale totale e con essa la nostra libertà economica, perché senza di essa, non c’è alcuna libertà né tantomeno dignità". Sono le parole di Gialuca Busato, leader di Plebiscito.eu, l'organizzazione che ha promosso il referendum autogestito sull'indipendenza del Veneto, on line, telefonico e cartaceo. 

In questi giorni i militanti stanno lavorando  alacremente alla rete degli uffici della Repubblica veneta che raccoglierà le adesioni alla disubbidienza fiscale. Sono 56 le adesioni in tutto il Veneto: si tratta di "esattori delle tasse al contrario", in molti casi gli stessi che hanno raccolto le firme per il referendum sull'indipendenza. 

IL FISCO "Non possiamo certo farci carico del disastro altrui - prosegue Busato, riferendosi a Zaia ed alla Lega - Concentrati come siamo nel percorso istituente della Repubblica Veneta e nell’esercizio della sua indipendenza, che arriverà al traguardo della propria prima tappa a Vicenza, dove fermeremo l’insopportabile emorragia fiscale in Terra Veneta causata dal peggior inferno fiscale del mondo". 

L'EUROPA "Come parte dell’Italia, il Veneto non ha mai avuto alcun ruolo diretto nel dare forma alle decisioni dell’Unione Europea, decisioni che ci influenzano direttamente e hanno un impatto cruciale su settori chiave. Per divenire parte del processo desionale europeo e guadagnare il potere di alzarci in piedi per difendere i nostri interessi nazionali vitali, è fondamentale accelerare il percorso costituente della Repubblica Veneta, esercitando la nostra indipendenza - prosegue Busato - Saremo in buona compagnia. La maggior parte degli stati membri dell’Unione Europea hanno popolazioni simili, o più piccole di quella veneta. Se Estonia, Lettonia e Lituania possono avere un seggio al più importante tavolo decisionale europeo, perché allora la Repubblica Veneta no?"

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