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False visure camerali per ottenere permessi di soggiorno: due arresti

Nei guai la titolare di un'agenzia con sede a Vicenza e un cittadino marocchino

La titolare di una agenzia di disbrigo pratiche amministrative e consulenza in materia di immigrazione, con sede a Vicenza e un cittadino di nazionalità marocchina sono stati posti ai domiciliari a seguito di un'indagine condotta dalla Squadra Mobile di Vicenza. I reati a loro contestati sono falso per induzione dei pubblici ufficiali (in relazione ai permessi e ai nulla osta rilasciati) e di contraffazione di documenti, per determinare il rilascio di visti di ingressi o permessi di soggiorno (in relazione alle false visure camerali prodotte)

I due, nell'ambito di un'attività di consulenza a cittadini stranieri, la maggior parte di origine africana, procuravano permessi di soggiorno o nulla osta per ricongiungimenti familiari in favore di numerosi cittadini extracomunitari sprovvisti dei requisiti di legge per soggiornare nel territorio nazionale. La prassi consisteva nel creare false visure camerali attestanti lo svolgimento e l'esistenza di una attività di impresa, facendo figurare tutti i richiedenti stranieri come titolari di redditi idonei ad ottenere il permesso di soggiorno per lavoratori autonomi e di potere, in numerosissimi casi, ottenere il nulla osta per il ricongiungimento familiare.

L'indagine è stata avviata, nei primi mesi del 2019, a seguito degli esiti delle verifiche svolte dall'ufficio immigrazione della Questura di Vicenza e dallo Sportello Unico per l'immigrazione della Prefettura di Vicenza. Con la collaborazione della Camera di Commercio di Vicenza è stato possibile comparare la documentazione con i dati ufficiali della Camera di Commercio ed in tal modo è stato ricostruito un intenso lavoro di ricerca e di scambio di informazioni.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza sono state svolte dal personale della Squadra Mobile della Questura di Vicenza con la collaborazione della Guardia di Finanza Compagnia di Vicenza, coinvolta per appurare se, effettivamente, le ditte individuali fossero o meno operanti ed attive. Da tali attività è emerso che ogni istanza o richiesta avanzata per il tramite dell'agenzia era caratterizzata dalla presentazione di documentazione falsa o contraffatta. Nel corso del procedimento, un cliente dello studio aveva presentato una denuncia per truffa perché, a seguito di un accesso presso l'ufficio immigrazione della Prefettura, aveva riscontrato anomalie e falsità nella dichiarazione presentata, per suo conto, dalla professionista.

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