Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Il tuffo in laguna di un ragazzo di Vicenza riapre la stagione "dei cafoni"

Giovedì un 21enne si è buttato da una riva a Santa Croce in rio de San Zan Degolà mentre la pattuglia della polizia locale gli passava davanti. Multa di 350 euro e Daspo con l'allontanamento dal Comuneper 48 euro e altre 100 euro di sanzione

Ha detto: «Non sapevo non si potesse fare il bagno in laguna». Colto praticamente in flagranza dalla pattuglia dei Natanti della polizia locale di Venezia, un ragazzo di 21 anni di Vicenza tuffandosi da una riva a Santa Croce, in rio de San Zan Degolà, ha praticamente dato il via giovedì alla stagione dei "cafoni", come vengono definiti coloro che nel centro storico della città lagunare adottano comportamenti completamente contrari al decoro, al rispetto della città e talvolta rischiosi. È stato il primo tuffo della stagione e al giovane è costato caro. La multa che gli agenti gli hanno fatto, una volta fermato in mezzo alla calle dove aveva cercato di allontanarsi senza scarpe, e lasciando la scia d'impronte dei piedi bagnati a terra, è di 350 euro. Più la sanzione di cento euro che si accompagna al Daspo, la misura di allontanamento dal Comune per 48 ore. Il giovane, che non si è sottratto alle sue responsabilità, ha detto di non sapere che stava violando il regolamento. L'articolo 34 del codice di polizia e sicurezza urbana vieta la balneazione, poi ci sono altre prescrizioni per il rispetto e la protezione della città, dov'è vietato, ad esempio, portare la bicicletta anche a mano per la fragilità della conformazione.

Giorni fa è spuntato un fornelletto da campo vicino a una vera da pozzo. Sembra inutile, ma non lo è, spiegare che cucinare della pasta sopra a un monumento storico-artistico sarebbe allo stesso modo vietato in qualsiasi altro sito considerato e protetto come patrimonio dell'umanità. Ogni anno infatti nella città antica fioccano multe e verbali contro episodi di malcostume che si ripetono, al punto da poter essere racchiusi in una specie di manualetto dei "cafoni" appunto, con tuffi, bagni, parkour sui tetti, perizoma sulle fondamenta, pranzi e cene su ponti e rive. L'anno scorso, a marzo, la città ha registrato uno degli episodi più pericolosi. A San Pantalon, vicino a Santa Margherita, un ragazzo si è tuffato nel canale da un palazzo saltando da un'altezza di una decina di metri, mentre altri lo riprendevano. Inutili le urla dei passanti che gli dicevano di non farlo, che avrebbe potuto sbattere la testa perché l'acqua non è profonda lì. Il tuffatore si è lanciato a chiodo, il video è diventato virale e la polizia locale che ha rintracciato e scoperto i responsabili, giovani stranieri di un gruppo europeo di parkour, nonostante multe, verbali e daspo, non è riuscita a persuaderli del rischio corso per puro esibizionismo.

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