Il Consiglio di Stato punisce la Sis

I giudici amministrativi bocciano la Roma Latina mettendo sotto schiaffo il concessionario. Che è lo stesso della Pedemontana veneta: su cui pende un procedimento simile

Non è da escludere che dopo l’annullamento da parte del Consiglio di Stato della gara per la realizzazione della Roma Latina, il governatore veneto del Carroccio Luca Zaia abbia sudato freddo. E i motivi sono presto detti. Anzitutto l’opera presenta molte analogie con la Pedemontana veneta: le due infrastrutture infatti sono pensate con lo strumento del project financing che da anni si è rivelato pessimo. In seconda battuta il proponente della Roma Latina è il consorzio Sis, lo stesso della Pedemontana veneta o Spv che dir si voglia. Di più, il soggetto che ha promosso il ricorso è il colosso Salini-Impregilo, ovvero lo stesso che ne ha promosso uno assai simile proprio contro l’affidamento della realizzazione della Spv agli italo-spagnoli di Sis al quale Impregilo rinfaccia la presunta irregolarità dell’ultimo atto aggiuntivo del contratto di convenzione che regola i rapporti appunto tra il concedente, ovvero la Regione Veneto ed il privato.

Nel Lazio la notizia è giunta assolutamente inaspettata. Anche perché la Sis è considerata unanimemente ben corazzata nell’ambito dei contenziosi amministrativi. Rispetto ai quali però sembra essersi offuscata l’aura di invincibilità che la stessa Sis si era conquistata grazie ai servigi  dell’avvocato Patrizio Leozappa. Il quale tra l’altro era stato sfiorato da alcune inchieste giornalistiche molto scomode che avevano toccato il suocero dello stesso Leozappa, ovvero Pasquale De Lise, già potentissimo giudice del Consiglio di Stato a sua volta coinvolto in una spinosa inchiesta penale, come racconta peraltro Il fatto quotidiano del 27 giugno a pagina 10. La decisione dei giudici di palazzo Spada (in foto), come racconta Latinatoday.it, è andata molto lontano. Non solo infatti è stata azzerata la gara che aveva dato la vittoria alla Sis, ma non è nemmeno stato possibile il subentro da parte di Impregilo. Il che sposta le lancette dell’orologio all’inizio della vicenda. L’intera partita è diventata davvero intricata tanto che è lo stesso presidente della Regione Lazio a ipotizzare di realizzare l’opera grazie all’inervento dei soggetti pubblici quali Anas e Autostrade per il Lazio. Opzione che ha fatto immediatamente alzare la testa agli ambientalisti, i quali più che un’autostrada ex novo chiedevano una profonda risistemazione della vecchia statale Pontina.

Si tratta di uno scenario che deve essere tenuto in considerazione anche nel Veneto e che ha immediatamente destato la reazione degli ecologisti del Nordest, Covepa in primis, i quali ora si auspicano che la magistratura amministrativa, che sulla Spv si era espressa in modo contraddittorio dando poi ragione a Sis, torni sui suoi passi. Tanto che la partita sulla superstrada Montecchio Spresiano si fa incandescente. Molte delle responsabilità sono in capo ai dicasteri dei trasporti e dell’ambienete, entrambi in mano al M5S, ai quali gli attivisti veneti chiedono quanto meno la sospensione dei lavori e la risoluzione in danno del contratto perché giudicato troppo sbilanciato a favore del privato e foriero di potenziali debito occulto per gli enti pubblici. L’altra corsa che comunque si sta correndo è quella contro il tempo. In ragione di un complicato intreccio tra giurisprudenza e leggi è possibile che l’opera, una volta superato un certo stadio di avanzamento, non possa essere più fermata anche a fronte di sentenze avverse. Fermo restando però che ai privati potrebbero tranquillamente essere chiesti i danni (dopo il necessario pronunziamento della magistratura) togliendo loro il progetto, magari affidandone a terzi uno nuovo che accolga in toto o in parte i desiderata dei comitati.

In questo contesto però va osservato con molta attenzione il comportamento del sottosegretario alla presidenza del consiglio, il leghista Massimo Giorgetti. Sabato incontrando Zaia a Spresiano proprio Giorgetti ha cercato di dispensare ottimismo sul futuro della Spv. Ma al contempo si è lasciato scappare una frase sibillina che andrà letta in filigrana proprio per comprendere i destini dell’opera: «Se il Movimento cinque stelle ha dubbi sul piano economico-finanziario, si potrà revisionare come tutte le altre» fa sapere il sottosegretario  dalle colonne di oggi della Tribuna di Treviso in edizione on line. Anche per questo il prossimo pronunciamento dei giudici potrebbe essere cruciale.

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