I No dal Molin, braccia prestate all'agricoltura: seminati i cereali bio

È l'avvio di una filiera per unisce diversi spazi resistenti di Vicenza: dal Presidio No Dal Molin al Bocciodromo di via Rossi, dove la prossima estate i cereali coltivati a Ponte Marchese saranno trasformati in pane e pizza

Un momento della semina (foto No dal Molin)

Una semina biodiversa di cereali, "per dimostrare che la lotta per la tutela del territorio dalla militarizzazione continua, unendosi a quella per la difesa della piccola agricoltura contadina".

Dopo la manifestazione di sabato per una città libera dalla paura e dalle servitù militari, contro l’uso strumentale di ebola in chiave razzista e xenofoba, domenica mattina il Gruppo d’acquisto solidale No Dal Molin ha organizzato una semina nel terreno del Presidio, a Ponte del Marchese. È l’avvio di una filiera per unisce diversi spazi resistenti di Vicenza: dal Presidio No Dal Molin al Bocciodromo di via Rossi, dove la prossima estate i cereali coltivati a Ponte Marchese saranno trasformati in pane e pizza. L’area seminata a cereali è di circa 500 metri e avrà scopo didattico, oltre che l’obiettivo di produrre un piccolo quantitativo di cereali biologici da cui ricavare farina.

“Abbiamo seminato 11 diverse varietà di cereali: alcuni autoctoni del Veneto, altri provenienti da diverse zone d’Italia, ma tutte selezionate da piccole aziende agricole che praticano l’agricoltura biologica”, spiegano i promotori dell’iniziativa. “Tra alcuni mesi, quando i grani saranno cresciuti, potremo così osservarne la biodiversità e riconoscere le diverse varietà, pensando ai loro usi in cucina, che sperimenteremo al Cs Bocciodromo”. Un’altra parte del Presidio è stata lasciata libera dalle coltivazioni per ospitare il consueto mercato dei piccoli produttori locali e delle autoproduzioni: il prossimo mercato si svolgerà la terza domenica di novembre, il 16, dalle ore 9 alle 13.

Sono passi che porteranno alla costruzione di un evento nazionale per la prossima primavera: a metà aprile Vicenza ospiterà l’incontro nazionale di Genuino Clandestino, una campagna nata per la tutela della piccola agricoltura contadina e per stringere reti territoriali che lavorano sui temi della terra e della biodiversità. “Tenere l’ultimo l’incontro nazionale di Genuino Clandestino prima dell’inizio di Expo a Vicenza, città di Maltauro - al centro degli scandali del grande evento milanese -, ci sembra un modo per far emergere le contraddizioni di Expo 2015, evento che usa l’agricoltura strumentalmente per affamare sempre più i piccoli produttori e nutrire solamente le grandi ditte sementiere, le multinazionali del cibo e le lobby che cementificano la nostra terra”, dichiarano i promotori. “Sono questi alcuni dei temi che porteremo al prossimo incontro nazionale di Genuino Clandestino, un incontro che costruiremo in questi mesi con iniziative e assemblee aperte a tutta la cittadinanza e a chi pensa che un’altra agricoltura, libera da Ogm e sementi ibride, sia possibile”.

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