Guerra al Parco della Pace: "No al Check Point Charlie o occupiamo"

Undici comitati e associazioni si sono autosospesi dal Tavolo della Consultazione del Parco della Pace dopo la proposta, presentata ad un convegno, di costituire un punto di collegamento tra il Parco e la Del Din, che dovrebbe chiamarsi "Check Point Charlie". Il sindaco risponde: "Si tratta di un'idea non tradotta in alcun progetto, né valutata dal Comune né concordata".

Un momento della manifestazione con Cinzia Bottene

E' scoppiata la guerra al Parco della Pace. Undici comitati e associazioni (Cristiani per la pace, Vicenza Libera No Dal Molin, Siamo Vicenza, Presidio No Dal Molin, Mettiamo radici al Dal Molin, Gruppo d'acquisto solidale No Dal Molin, Forum per la Pace Monticello Conte Otto, Associazione papa Giovanni XXIII° Vicenza,, Pax Christi, Coordinamento stranieri, Coordinamento Protezionista Vicentinosi) si sono autosospesi dal Tavolo della Consultazione del Parco della Pace. Il punto principale dello scontro, ma non è l'unico, è la proposta di costituire un punto di collegamento tra la caserma e il parco, chiamandolo "Check Point Charlie".

Si trattava di un importante posto di blocco nel Muro di Berlino. In funzione dal 1945 al 1990, collegava il settore di occupazione sovietico (quartiere di Mitte) con quello statunitense (quartiere di Kreuzberg). Vi era ammesso il passaggio solo di militari delle forze alleate, di diplomatici e di cittadini stranieri. Il 27 e 28 ottobre 1961, nel momento culminante della crisi di Berlino del 1961, carri armati sovietici e statunitensi si fronteggiarono in modo ostile al Checkpoint Charlie e si temette per alcune ore uno scontro frontale tra le due superpotenze. Una scelta, da parte del paesaggista Franco Zagari, che l'ha illustrata al convegno "Oltre il giardino", alquanto "bizzarra", per usare un eufemismo. E contro questa il fronte No Dal Molin è pronto ad agire, occupando ancora l'area. 

I NO DAL MOLIN "Nel marzo del 2013, assieme ad altre associazioni, siamo stati prima convocati dal Sindaco Variati alla “Future Search Conference” sul Parco della Pace e poi nominati al Tavolo della Partecipazione istituito con delibera della giunta comunale. Le notizie apparse sui giornali in occasione del convegno “Oltre il Giardino” di sabato 21 maggio relative al progetto del Parco per la Pace ci hanno lasciati amareggiati, sgomenti e increduli - spiegano - Ci rivolgiamo alla amministrazione comunale per sollecitare una smentita pubblica di quanto emerso durante il convegno "Oltre Il Giardino", in particolare per quanto riguarda l'entrata/uscita base parco denominata Checkpoint Charlie. Ci rivolgiamo ai progettisti comunicando un forte disappunto nei confronti di quanto hanno esposto in occasione del convegno, sia dal punto di vista del metodo che del merito. Vogliamo ricordare loro che il Parco della Pace, essendo il risultato di un importante percorso, iniziato 10 anni fa, che ha visto il coinvolgimento dell'intera città, non può essere considerato come una qualsiasi area priva di identità".

"Per quanto concerne il metodo, ci pare che esporre una idea progettuale in un convegno, senza aver prima attivato un un percorso partecipativo che riporti i cittadini, singoli o raggruppati in realtà associative, al centro della proposta progettuale non sia conforme al bando di assegnazione dell’incarico e assolutamente impropria come modalità operativa nel caso di Vicenza. In particolare evidenziamo come un soggetto istituzionalizzato come il Tavolo della Partecipazione non sia stato consultato né tanto meno coinvolto in questa fase importante di ideazione e visione - conclude il comunicato - Vogliamo anche evidenziare che la proposta progettuale emersa in occasione del convegno si discosta in modo sostanziale dalle linee del bando di progettazione in merito alle funzioni da dare all’area e dalle indicazioni che il Tavolo della Consultazione ha definito ed espresso in questi anni, a partire dall'assenza di riferimenti ai temi della pace e della memoria del percorso che ha portato al parco".

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IL SINDACO “L’amministrazione comunale ha sempre dimostrato la massima disponibilità al dialogo e al confronto sulla progettazione – commenta il sindaco Achille Variati dopo la protesta di alcune associazioni che hanno annunciato di voler abbandonare il “Tavolo della partecipazione” – anche in considerazione del fatto che il Parco della Pace, una grande area verde al servizio non solo della città ma di un territorio più ampio, nasce da un lungo percorso di protesta rispetto alla costruzione della nuova base militare di cui molti componenti di quelle stesse associazioni sono stati protagonisti. Dispiace quindi che qualcuno voglia allontanarsi dal percorso partecipativo, che comunque continuerà con cittadini, gruppi e associazioni che si confronteranno con i progettisti che hanno vinto il bando europeo: da parte nostra, la porta rimane aperta. Per quanto riguarda il cosiddetto “Checkpoint Charlie”, oggetto di recenti polemiche, preciso che si tratta di un’idea non tradotta in alcun progetto, né valutata dal Comune né concordata”.

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