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Cronaca

Gara sadica tra infermieri e medici: "punito" il primario Riboni che denunciò

L'Ulss 6 ha sospeso il primario del Pronto soccorso, Vincenzo Riboni, "reo" di aver denunciato la gara via chat tra medici e infermieri su chi infilava l'ago più doloroso sui pazienti. Il medico si è rivolto alla magistratura

Sarà il primario del Pronto soccorso Vincenzo Riboni a pagare la gara sadica tra medici e infermieri del suo reparto andata in scena su Whatsapp nel gennaio 2016. L'Ulss 6 ha sospeso il medico fino al 2 ottobre e l'ha "inviatato" ad usare le ferie maturate fino alla pensione. Riboni però non ci sta e si è rivolto alla magistratura. Lo rifersice Gian Antonio Stella su Il Corriere della Sera

Secondo quanto riporto in una nota diffusa dall'azienda, è stato "aperto un procedimento nei confronti di Vincenzo Riboni senza alcun intento di tipo punitivo, ma come atto dovuto in seguito ad una denuncia ricevuta. Ne è seguita un'indagine interna durante la quale è stato appurato che effettivamente Riboni ha prodotto delle dichiarazioni non veritiere nell'ambito di un procedimento interno ufficiale, comportamento scorretto e lesivo che è stato sanzionato secondo il codice disciplinare aziendale".

I contenuti di quella chat fecero il giro del web: medici e infermieri si assegnavano un punteggio più alto a seconda di quanto doloroso fosse lo strumento che stavano usando i pazienti. Venuto a conoscenza del fatto grazie a un "pentito", il primario avvio un'inchiesta interna e si attivò anche la commissione regionale oltre alla magistratura stessa. 7 degli 8 protagonisti della vicenda hanno lasciato il reparto prima dell'estate.

"Per quanto riguarda invece l'esito del procedimento aperto nei confronti dei medici e infermieri coinvolti,- riporta nella nota l'Ulss 6 - l'azienda sottolinea che tutta la vicenda è stata gestita con grande attenzione e trasparenza, con un'indagine interna durata alcune settimane durante la quale sono stati incrociati date e orari di ogni messaggio con le cartelle cliniche dei pazienti, senza individuare alcun riscontro circa l'adozione di procedure mediche inappropriate, ma solo un utilizzo inappropriato del cellulare durante l'orario di servizio, motivo per il quale le 8 figure coinvolte (su uno staff di oltre 70 operatori sanitari) sono state sanzionate secondo quanto previsto dal regolamento interno e nei limiti delle normative di legge. L'Azienda ricorda inoltre che sulla vicenda anche il servizio ispettivo regionale ha già svolto un'approfondita verifica".

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