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Furti in ville e dimore di lusso: predoni seriali arrestati dai carabinieri

Hanno colpito entrando con una moto nelle abitazioni e facendo man bassa. 250mila euro il bottino stimato nei raid. Due nomadi - Sonny Lebbiati e Erik Negro - sono stati incastrati dal Dna e rintracciati in Piemonte

L’estate 2017 è stata funestata da un abile duo di predoni seriali che, con efficienza e rapidità, hanno colpito numerose ville e dimore di lusso nei Comuni di Breganze, Pianezze, Marostica, Mason Vicentino, Mussolente e Romano d’Ezzelino. Sono stati stimati una trentina di tentativi di furto di cui una decina a segno, per un bottino complessivo di oltre 250.000 euro in preziosi e contanti.

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I carabinieri di Bassano si sono messi sulle tracce dei malviventi che, con  l’utilizzo di una moto “Hornet” grigia con targhe sempre diverse (appurate in seguito come artefatte) e l’estrema velocità nel colpire gli obiettivi penetrando da zone prive di videosorveglianza anche piuttosto impervie, colpivano abitazioni che portavano sempre a un bottino fruttuoso. L'operazione, arrivata fino in Piemonte, ha fatto scattare le manette ai polsi a due nomadi trentenni:  Sonny Lebbiati e Erik Negro.

L'OPERAZIONE "HORNET"

Verso fine luglio la moto utilizzata nei colpi è stata intercettata da lontano da una pattuglia della Radiomobile di Bassano del Grappa in zona di Col Roigo. L’inseguimento si è concluso senza riuscire a prendere i soggetti che però si sono disfatti di uno zaino lanciandolo nel folto della vegetazione. Al suo interno i militari hanno ritrovato numerose targhe artefatte, oltre a guanti e oggetti per il travisamento. Dopo questo evento sono di fatto terminati i “raid” nelle zone del vicentino

L’utilizzo di sofisticate tecniche di sopralluogo tecnico sui furti e sugli oggetti rinvenuti ha però consentito carabinieri di rinvenire due distinti profili genetici, corrispondenti ai due predoni seriali. Il RIS di Parma ha poi fornito verso ottobre 2017 il primo riscontro che ha portato all'identificazione di Sonny, Lebbiati, nomade pluripregiudicato dell’Astigiano, consentendo la richiesta di misura cautelare a suo carico attuata dai carabinieri di Bassano assieme all’Arma di Villanova d’Asti e da quella di Alba.

Il secondo profilo genetico invece non ha inizialmente riscontro; grazie tuttavia ai militari di Alba e Villanova d’Asti il cerchio si è stretto intorno al nomade pluripregiudicato della stessa zona, Erik Negro, classe 1988. I carabinieri hanno ottenuto una copia del suo profilo genetico, inviato poi per la comparazione sempre al RIS di Parma, che anche questa volta ha consentito una richiesta di misura cautelare all’Autorità Giudiziaria.

Per Negro si sono aperte quindi, pochi giorni fa, le porte del carcere di Asti. Infine i carabinieri hanno anche analizzato le zone in cui i soggetti hanno dimorato alcuni giorni prima di dar seguito ai colpi; nei medesimi luoghi hanno soggiornato anche altre due donne ed un uomo, che sono stati denunciati per concorso in furto. 

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