Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Operazione «Isola scaligera» e la connection con l'Ovest vicentino

Tra le pieghe della inchiesta contro la 'ndrangheta che sta spazzando il Veronese emergono alcuni collegamenti con la provincia berica: nel mirino c'è pure un funzionario di banca della ex BpVi poi acquisita da Intesa

Uno scorcio del centro di Lonigo (repertorio Regione Veneto)

Mentre sui media nazionali continua a fare clamore l'operazione della polizia di Stato denominata «Isola scaligera» (coordinata dalla Dda veneta) contro la 'ndrangheta veronese e mentre sui media locali emergono alcune connessioni con l'Alto vicentino, tra le pieghe della medesima inchiesta, che ha portato all'arresto di numerose persone e che vede indagati anche nomi eccellenti del panorama politico veneto, emerge un aspetto particolare, non ancora trapelato sulle cronache giudiziarie di queste ore.

Si tratta di un aspetto che lambisce ancora una volta il Vicentino perché tra le persone colpite in varia maniera dalle misure cautelari disposte dalla magistratura c'è il veronese Luca Schimmenti. Classe 1981 Schimmenti, stando alla ordinanza del Gip del tribunale di Venezia Barbara Lancieri, è accusato di avere «concretamente contribuito pur senza farne formalmente parte... alla realizzazione degli scopi della associaizone mafiosa per aver fornito il proprio consapevole contributo... alle attività delittuose» del sodalizio criminale: attività illecite «di tipo economico-finanziario» riconducibile a movimentazioni di «danaro provento delle attività illecite».

Secondo quanto si legge nella ordinanza Schimmenti all'epoca dei fatti rivestiva il ruolo di vicedirettore della filiale veronese di corso Milano della Banca popolare di Vicenza. Stando sempre all'ordinanza Schimmenti, era stato trasferito alla filiale di Lonigo di Banca intesa. Quest'ultima infatti nel tempo aveva acquisito proprio la BpVi, nel mentre interessata da un tracollo sfociato poi in un processo ancora in corso. Ai due istituti di credito, stando alle carte, non è stato mosso alcun addebito peraltro.

La particolarità della vicenda sta nel fatto che nel febbraio del 2019 l'Ovest vicentino, sempre nel comprensorio leoniceno, fu interessato da un'altra vasta operazione contro la mafia calabrese. Si tratta della operazione Terry che coinvolse pure il Veronese, in particolare il comune di Zimella, che peraltro confina proprio Lonigo.

Sullo sfondo delle connessioni dell'inchiesta con la provincia berica ci sono poi altri due nomi di peso. Si tratta di Arcangelo Iedà e Antonio Lo Prete. Secondo quanto riporta oggi 5 giugno Il giornale di Vicenza in pagina tre i calabresi Iedà e Lo Prete sono finiti ai domiciliari con diverse accuse tra cui quella di estorsione. I due che di fatto risiedevano, il primo a Schio ed il secondo a Piovene Rocchette, erano noti al vicinato e non avevano dato adito, questo rimarca il quotidiano di via Fermi, ad alcun sospetto.

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