Cronaca

Fascismo: maxi blitz della polizia contro l'Ultima legione, 30 indagati

Alcuni appartenenti si sono definiti apertamente fascisti denigrano i valori della Resistenza. Indagini anche nel Vicentino

Perseguimento di finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, con istigazione all'uso della violenza quale metodo di lotta politica e diffusione online di materiale che incita all'odio ed alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi, sono questi i reati contestati a 30 soggetti che hanno esternato il loro pensiero estremista attravero le piattaforme di messaggistica digitale WhatsApp e Telegram di Ultima Legione ed affini, nonché sui social network Facebook e VKontakte (social network russo noto per l'assenza di censura interna).

L'operazione della Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica de L'Aquila, sta eseguendo perquisizioni in 18 diverse province compresa quella vicentina. Le indagini sono state avviate nel 2019 su alcuni sodali residenti nella Regione Abruzzo e si sono poi sviluppate riguardo alle condotte tenute anche da altri soggetti, accusati di essere partecipi della stessa organizzazione, su tutto il territorio nazionale.

Sono state analizzate anche riunioni organizzative e di propaganda promosse dall'organizzazione l'Ultima Legione in occasione delle commemorazioni di Benito Mussolini, documentate da scatti fotografici e dichiarazioni pubblicati nelle community di Ultima Legione e sui profili pubblici e di libero accesso nonché sulla pagina web del movimento.

Da quanto emerso dalle indagini, alcuni appartenenti si sono definiti apertamente fascisti denigrano i valori della Resistenza con definizione del 25 Aprile "fine di una libertà inizio di una prigionia", ed anche della Costituzione italiana, ritenuta "una puttanata" e "prostituzione".

Le indagini sono state dirette dalla Procura distrettuale di L'Aquila e coordinate a livello centrale dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione - Servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo interno.

Le investigazioni sul campo sono state condotte dalla Digos della Questura del capoluogo abruzzese e finalizzate in collaborazione con le Digos di Milano, Como, Chieti, Verona, La Spezia, Genova, Pescara, Terni, Macerata, Piacenza, Modena, Vicenza, Lecce, Fermo, Roma, Cosenza, Venezia.

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