Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Schio

Operazione "legno tarlato", scoperta frode da 4 milioni di euro

Eseguito dalla Guardia di Finanza un sequestro preventivo di oltre 1,2 milioni di euro nei confronti nove imprese. Nove persone indagate per emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed occultamento o distruzione di scritture contabili

I finanzieri del comando provinciale di Vicenza hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo oltre 1,2 milioni di euro nei confronti di nove imprese e di altrettanti imprenditori, titolari di diritto o di fatto.

Le indagini, condotte dalle fiamme gialle della compagnia di Schio nell’ambito dell’operazione “Legno tarlato”, erano partite nel 2019, dall’avvio di un controllo fiscale nei confronti di due ditte individuali con sede in città, operanti nel settore del commercio di pallets in legno e riconducibili al medesimo titolare, evasori totali o paratotali nel periodo sottoposto ad ispezione.

Interventi che avevano permesso ai finanzieri come le ditte avessero emesso, dal 2014 al 2019, 317 fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, per oltre 3,8 milioni di euro nei confronti di sette imprese ubicate in tutto il nord Italia (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte).

Tutte le società clienti sono accomunate dall’attività economica esercitata, il ritiro di pallets usati (a titolo gratuito) e la successiva riparazione, cui segue la vendita dei prodotti lavorati. Un’attività commerciale ad alto valore aggiunto, in virtù dell’esiguità dei costi sostenuti nella fase iniziale, per cui le stesse società, al fine di abbattere l’imponibile fatturato ed evadere le imposte dirette, hanno annotato in contabilità elementi negativi fittizi.

Essendo un settore economico ad alto rischio di frode fiscale, le cessioni di “bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo” sono assoggettate, sin dal 2015, al meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), per cui l’I.V.A. non viene addebitata in fattura bensì integrata dall’acquirente.

Nel febbraio 2020, erano state eseguite, su delega della Procura della Repubblica di Vicenza, 24 perquisizioni locali che avevano permesso di appurare l’avvenuta annotazione in contabilità e il successivo utilizzo in dichiarazione delle fatture emesse dalle “cartiere” scledensi, mentre in quattro casi le fatture di acquisto e le scritture contabili erano state occultate dai titolari delle imprese clienti. Era stata, inoltre, rinvenuta e sequestrata copiosa documentazione manoscritta, con cui i titolari delle ditte emittenti annotavano, con cura certosina, il profitto a loro spettante per la condotta illecita, pari al 5% dell’importo di ogni singola fattura emessa.

Complessivamente, sono oggi indagate dalla Procura della Repubblica di Vicenza 9 persone fisiche, per i delitti di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed occultamento o distruzione di scritture contabili.

Le fiamme gialle scledensi stanno dando esecuzione, anche con l’ausilio di altri reparti del Corpo competenti per territorio, a otto decreti di perquisizione locale, nelle province di Vicenza, Verona, Mantova, Reggio Emilia e Sassari.

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