Evasione fiscale, sequestrati conti correnti ed un immobile per fatture false

Nel mirino della Guardia di finanza una società operante nel settore dei prodotti in metallo per costruzioni con sede ad Albettone. Indagato l'imprenditore

Fatture per operazioni inesistenti per quasi 200mila euro al fine di abbattere l'Iva ed avere risparmi di imposta in sede di dichiarazione. E' quanto emerso dal un'accurata attività d'indagine svolta dai finanzieri del Comnado provinciale della Guardia di finanza di Vicenza e che ha quindi portato alla luce le operazioni illecite di una società operante nel settore dei prodotti in metallo per costruzioni con sede ad Albettone.

Le fatture false utilizzate al fine di abbattere il reddito imponibile erano tutte riconducibili ad un’altra impresa della zona che, a seguito delle indagini eseguite, è risultata assolutamente non in grado di effettuare le operazioni descritte nei documenti per mancanza dei mezzi e dell’organizzazione aziendale necessari riportate nelle fatture; lo stesso titolare dell’impresa da cui risultavano provenire le fatturazioni, stanti gli elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini, aveva dovuto ammettere di non aver mai emesso le fatture in questione. Le indagini si concludevano con la segnalazione all’A.G. dell’imprenditore ritenuto responsabile del reato di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ai fini di abbattere l’I.V.A. dovuta ed i redditi imponibili, con contestuale richiesta di emissione di un decreto di sequestro per un valore di 100.137,41 euro, pari al valore delle imposte complessivamente evase.

E' stato quindi disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, sulle liquidità e su tutti i beni materialmente rinvenuti nella disponibilità dell’imprenditore, fino alla concorrenza dell’intero valore corrispondente alle imposte evase.

Nel corso delle operazioni, le Fiamme Gialle di Noventa Vicentina hanno proceduto a sottoporre a sequestro somme di denaro giacenti su due conti correnti ed un immobile ubicato in Albettone, nella disponibilità dell’indagato, al fine di raggiungere l’ammontare corrispondente al profitto illecito costituito dalle imposte evase.

L’operazione delle Fiamme Gialle, avvalendosi della tecnologia e dell’incrocio dei dati a disposizione dell’amministrazione finanziaria, ha fatto leva sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria del Corpo ed è stata condotta trasversalmente tanto sotto il profilo amministrativo-tributario quanto quello penale, con un’azione mirata sullo specifico rischio. Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca è stato operato su beni nella disponibilità dell’indagato ed ha permesso di tutelare, a beneficio dell’Erario, l’effettiva somma evasa.

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