Eugenio Bortolon morì perchè il Tardini era insicuro: 13 indagati

Il giovane tifoso biancorosso morì dopo ore di agonia in seguito ad una caduta dalla balaustra dello stadio di Parma il 23 maggio 2009. Il Pm ha formalizzato a 13 persone l'accusa di omicidio colposo

La balaustra era troppo bassa e non garantiva la sicurezza dei tifosi nel settore ospiti. E' questa la conclusione del pubblico ministero Paola Dal Monte delle indagini per la morte del tifoso biancorosso Eugenio Bortolon, 20 anni, di Isola Vicentina, durante la partita Parma Vicenza, il 23 maggio 2009. 13 persone si ritrovano indagate per omicidio colposo, tra cui il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi e gli ax assessori comunali coinvolti nella struttura, e spetterà ora a Dal Monte chiederne il rinvio a giudizio.

Nonostante il perito del tribunale nel corso del cosiddetto “incidente probatorio” avesse sostenuto che mancasse il “nesso di causa” tra la morte del ragazzo vicentino e la ringhiera troppo bassa perché la soglia di legge a suo dire è di un metro ed essendo nella realtà di 3 centimetri inferiore, la differenza rientrava nella tolleranza del 5% prevista dalla legge, il consulente della procura e l'ing. Cascioli per la famiglia Bortolon, che è assistita dall'avvocato Francesco Pasquino di Vicenza, hanno concluso che la legge prescrive un'altezza minima di 110 centimetri e di conseguenza il parapetto posto a protezione della scala di accesso alla curva sud occupata dai tifosi berici era illegale perché troppo basso.

Eugenio era alla sua seconda trasferta della stagione e, alle 17.10, precipitò dal settore ospiti: le sue condizioni apparvero subito disperate al medico sociale del Vicenza, che per primo lo soccorse. Morì nella tarda serata all'Ospedale maggiore di Parma. Il giovane era stato ricoverato con "gravissimo politrauma da precipitazione con lesioni emorragiche multidistrettuali". Dopo le prime manovre rianimatorie Bortolon era stato sottoposto a un intervento chirurgico all' addome. Ma durante l'operazione le condizioni del paziente si sono aggravate, "a causa di una gravissima emorragia e per il concomitante gravissimo trauma cranio-facciale". Nonostante le terapie adottate - concludeva la nota del nosocomio di Parma- "la funzione cardio-circolatoria si è deteriorata fino all'arresto cardiaco". Il video della commemorazione al Menti.
 

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