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Cronaca

Trattamento anti-zanzare? Rischi simili «a quelli dei Pfas»

La denuncia è del presidente di Isde Veneto che sull'argomento ha inviato un esposto in procura: nel mirino alcune pratiche «per disinfestazione» adoperate nella città palladiana e forse pure in provincia: «a rischio non solo gli uomini ma anche gli animali, api incluse»

Come mai il Comune di Vicenza e con ogni probabilità altre municipalità della provincia berica hanno scelto trattamenti per la disinfestazione contro le zanzare a rischio di nocività per gli esseri umani? Per questo motivo l'autorità giudiziaria è chiamata a vagliare eventuali profili penalmente rilevanti. È questo, alla grossa, il contenuto di un lungo esposto indirizzato ieri 3 agosto dal presidente di Isde Veneto - medici per l'ambiente (si tratta del valdagnese Vincenzo Cordiano) alla procura della repubblica di Vicenza. Ad indirizzare materialmente l'esposto a Borgo Berga per conto di Isde è stato l'avvocato patavino Giorgio Destro.

LA SEGNALAZIONE ALLA MAGISTRATURA
La segnalazione indirizzata in via Gallo parte da una premessa tecnico-scientifica. Solitamente la disinfestazione contro le zanzare si divide in due grandi famiglie. Quella contro le larve (che vivono in ambiente solo acquatico) e quella contro gli adulti che invece volano in aria. Più segnatamente sono solo le femmine a pungere animali e uomini e non lo fanno per alimentarsi ma per dare sostentamento allo sviluppo delle uova prima della deposizione in acqua. Il trattamento contro le larve viene giudicato di prammatica  meno pericoloso per gli esseri umani. Quello contro le adulte invece è considerato molto invasivo e di solito se ne consiglia l'utilizzo solo in casi gravi specificamente indicati dalle leggi vigenti.

LA DETERMINA SULLA GRATICOLA
Isde, che di conseguenza mette sulla graticola la determina 1174 del 14 luglio 2022 emanata dall'amministrazione comunale di Vicenza, in questo senso lancia un allarme ben preciso perché il ricorso di questo trattamento da parte di palazzo Trissino sarebbe stato scriteriato. «Anche quest'anno a Vicenza citta? a partire dal mese di giugno - si legge nell'esposto - si stanno attuando trattamenti adulticidi programmati, come possono rendersi conto i cittadini che vedono affissi nelle aree trattate appositi cartelli che invitano a non frequentare temporaneamente i parchi e le strutture trattate. Inoltre, a Vicenza si irrorano sistematicamente tutte le aree verdi pubbliche, mentre il trattamento dovrebbe essere limitato soltanto alle zone vicine alla residenza dei casi di arbovirosi e nelle quali cui sia stata dimostrata un elevata densita? di zanzare con appositi strumenti di monitoraggio. Una siffatta modalita? di lotta alla diffusione delle zanzare, oltre a non essere prevista dalle norme e regolamenti vigenti, puo? avere conseguenze nefaste per la salute umana, per gli animali domestici e per l'ambiente».

IL J'ACCUSE DI CORDIANO
Appresso Cordiano, un ematologo noto al grande pubblico per essere stato tra i pionieri in Italia nella battaglia contro la contaminazione da derivati del fluoro, i Pfas, contaminazione ascritta per buona parte ai reflui della trissinese Miteni oggi a processo, va oltre. E spiega sul piano scientifico le sue preoccupazioni sottolineando come alcune sostanze dette «piretroidi» largamente presenti nel veleno usato per combattere le zanzare «sono infatti interferenti endocrini e per almeno uno di questi composti, vi e? il fondato sospetto di cancerogenicita? per l'uomo e gli animali domestici. I piretroidi hanno cioe? molte caratteristiche delle Pfas e non credo ci sia bisogno di ricordare il disastro causato da tali molecole nel vicentino». Detto in altre parole gli interferenti endocrini sono sostanze, in questo caso prodotte dall'uomo come i Pfas, che assomigliano molto agli ormoni. Questa configurazione causa o può causare, quando entrano negli organismi, l'alterazione della chimica interna del soggetto interessato spesso sballando la produzione e il funzionamento degli ormoni vuoi degli animali vuoi degli umani.

I PIRETROIDI: «NEUROTOSSICI PER IL CERVELLO»
«I piretroidi sono inoltre neurotossici per il cervello in via di sviluppo dei bambini e per il sistema nervoso degli apoidei» ossia degli insetti affini alle api, che hanno un ruolo chiave nella impollinazione. «La riconosciuta pericolosita? dei piretroidi - rimarca l'ematologo - e? molto probabilmente il motivo delle severe restrizioni al loro uso indiscriminato e programmato nella lotta alle zanzare. Giova qui ricordare che, anche quando vi siano casi di arbovirosi accertati, il piano nazionale di contrasto alle arbovirosi e le linee operative regionali del 2021 e 2022 consigliano innanzitutto la ripetizione di trattamenti larvicidi a scopo profilattico, come correttamente raccomandato dal Dipartimento di prevenzione della Ulss veneta in cui si e? verificato l'unico caso di febbre West Nile sinora accertato, mentre i trattamenti adulticidi possono essere usati solo in caso se ne riscontri l'effettiva necessita?».

IL PERICOLO PER GLI INSETTI IMPOLLINATORI
Poi la chiusa: «L'utilizzo immotivato e programmato di piretroidi non fa altro che aumentare la resistenza degli insetti che dovrebbero essere il loro bersaglio, traducendosi in un'inutile spreco di risorse pubbliche. Oltre che inutili come adulticidi, i piretroidi sono pericolosi per la biodiversita? del pianeta e per la salute degli esseri viventi. I piretroidi sono, infatti, privi di selettivita? e colpiscono, oltre agli insetti fastidiosi che dovrebbero eliminare, anche numerose specie di insetti utili a partire dagli apoidei, sia selvatici che appartenenti alla specie Apis mellifera».

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