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Cronaca

Esclusivo, ucraini a Vicenza: "Se non dovessi mantenere i miei, sarei con loro"

Si fa sempre più drammatica la situazione a Kiev, dove i morti uffciali sono un centianio, ma secondo le testimonianze che si ricorrono sul web sarebbero molti di più

Piangono mentre pensano alla loro Patria, Rimma e Vassily. Secondo le ultime notizie ufficiali, la violenza si e' scatenata giovedì a Kiev, in Ukraina, contando, secondo l'opposizione, almeno 60 morti dopo che le forze dell'ordine governative hanno aperto il fuoco sui manifestanti. Questo nonostante il tentativo di mediazione avviato dall'Ue con la presenza di una troika di ministri europei accorsi nel tentativo di fermare il bagno di sangue.

"Ci teniamo in contatto via Facebook - raccontano Rimma e Vassily, entrambi ukraini da anni a Vicenza - E non possiamo ancora credere a quello che vediamo". Particolarmente toccato il 31enne artigiano: "Io non guardo più nemmeno i video, sto troppo male. Ho due genitori anziani da mantenere, per fortuna lontani dalla capitale, ma se potessi partirei immediatamente per essere al fianco dei manifestanti". Seguirà intervista completa


Un giornalista dell'AFP ha potuto constatare la presenza di diversi cadaveri nella piazza Maidan, e di un'altra decina di corpi non molto distante. Un altro reporter ha contato sette vittime nella hall dell'Hotel Ukraina. Tre sarebbero invece i poliziotti uccisi oggi, come dichiarato dal ministro dell'Interno del governo ucraino. Se le cifre fornite dagli oppositori fossero confermate il bilancio delle vittime salirebbe complessivamente, da martedi', a 100 morti, compresi 13 poliziotti.  

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