Scomparsa di Eimuntas Nekrosius: il ricordo del sindaco Francesco Rucco

L'artista fu direttore del ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico di Vicenza nel 2012 e 2013. E' stato stroncato da un malore improvviso

Eimuntas Nekrosius a Vicenza

E' morto alle 3 di notte di infarto, a 65 anni, a Vilnius, dove viveva, il grande regista teatrale Eimuntas Nekrosius. Lituano, Nekrosius stava lavorando all'Edipo a Colono per il Festival di Napoli del prossimo giugno. Lo annuncia il suo agente Aldo Grompone.

Nekrosius era nato a Pazobris il 21 novembre del 1952. Nome di rilievo internazionale, scoperto dalla prima edizione del Premio Europa per il Teatro, arrivò a Taormina 30 anni fa stupendo tutti con una sua scena di prova delle ''Tre sorelle'' di Cechov. Stava lavorando alla messinscena dell'Edipo a Colono di Ruggero Cappuccio che avrebbe debuttato all'anfiteatro di Pompei, per il Festival di Napoli del prossimo giugno. Il 10 dicembre era prevista una sua visita in Italia per i provini degli attori al teatro Mercadante.

Nekrosius ha lavorato tanto nel nostro paese, su classici, a cominciare da Cechov e Shakespeare, ma anche proponendo spettacoli fantasmagorici ispirati all'Inferno di Dante come al Libro di Giobbe. Si è misurato anche con la regia lirica e alla Scala nel 2010 aveva firmato il Faust di Gounod, mentre resta memorabile un suo 'Macbeth' di Verdi. In Italia Nekrosius è ricordato anche per aver tenuto molti laboratori per giovani attori e per tre anni ha diretto il Ciclo dei Classici all'Olimpico di Vicenza. Nel '96 ha ricevuto il Premio Ubu per il miglior spettacolo straniero. Nelle sue messinscena, visionarie e espressive ha dedicato particolare attenzione non solamente all'interpretazione emozionale degli attori, ma anche all'utilizzo degli oggetti che prendono un rilievo preciso nello svolgimento dello spettacolo. (Ansa)

Il ricordo del sindaco Francesco Rucco

"Ho sempre ritenuto che il Teatro Olimpico non possa che continuare a essere la casa dei Classici ma che, per poter rivivere, i Classici abbiano bisogno di grandi artisti. Nekrosius è stato assolutamente un grande Artista, uno fra i pochi realmente capaci di confrontarsi con l'Olimpico. Portare in scena il Paradiso di Dante (e poi il Libro di Giobbe) è stato un bellissimo azzardo che solo un visionario con autentico rispetto per i Classici poteva risolvere uscendone a testa alta. Ricordo con piacere le parole con cui Nekrosius si presentò in città: "Sono stato subito impressionato e affascinato dal motto dell'Accademia Olimpica, Hoc Opus, Hic Labor Est", disse. E noi non possiamo che concordare, perché ogni punto di arrivo non può che esser frutto di faticoso lavoro. Nell'arte, come nella vita. Buon viaggio, Maestro!' "

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