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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

E' morta Tina Anselmi, primo ministro donna d'Italia

Simbolo della politica pulita, non compromessa, lontana dalle beghe di palazzo, si è spenta nella sua casa di Castelfranco Veneto (Treviso) a 89 anni. Fu prima ministro del Lavoro poi della Salute. Nel 1981 fu nominata presidente della Commissione d'inchiesta sulla loggia massonica P2"

E' morta Tina Anselmi, primo ministro donna d'Italia

Tina Anselmi è morta nella sua casa di Castelfranco Veneto (Treviso), aveva 89 anni. Prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica, più volte eletta parlamentare della Democrazia Cristiana divenne nel luglio del 1976 titolare del dicastero del lavoro e della previdenza sociale in un governo presieduto da Giulio Andreotti. 

Fuori dai soliti schemi della politica la Anselmi è stata una democristiana veneta della prima ora: Anselmi, figlia di antifascisti, da ragazza entrò nella Resistenza operando da staffetta partigiana con il nome di 'Gabriella' e si iscrisse alla Democrazia Cristiana nel 1944. Con la fine della Prima Repubblica è diventata un simbolo della politica pulita, non compromessa, lontana dalle beghe di palazzo, persino un po' moralista.  

Da sindacalista, prima con la Cgil e successivamente, dal 1950, con la Cisl, si è occupata dei lavoratori del tessile e della scuola, e nel 1959 entrò nel consiglio nazionale della Dc, di cui è stata deputata dal 1968 al 1992.  Il 2016 è stato un anno di riconoscimenti per la Anselmi: le è  stato dedicato un francobollo e la sua città le ha tributario un omaggio per l'anniversario della sua nomina a ministro 40 anni prima

Dopo aver ricoperto la carica di ministro del Lavoro, Tina Anselmi fu ministro della Sanità nel quarto e quinto governo Andreotti e legò il suo nome alla riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale. Nel 1981, nel corso dell’ottava legislatura, fu nominata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, che termina i lavori nel 1985. I funerali saranno celebrati venerdì 4 novembre nel Duomo di Castelfranco Veneto (Treviso).

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“Una donna veneta che ha scritto una pagina importante della storia del nostro Paese e di cui il Veneto deve andare orgoglioso”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ricorda Tina Anselmi.

“In un periodo buio della Repubblica ha avuto il grande merito di porsi con la sua onestà e la sua correttezza al servizio delle Istituzioni, come Presidente della commissione P2  – prosegue Zaia –. Al di là del merito di aver sempre mantenute saldissime le sue radici in un Veneto intriso, come lei, di forti valori popolari e solidaristici, al di là anche del riconoscimento a una giovanissima staffetta partigiana che lottò contro l’occupazione delle nostre terre, una dura Resistenza che le donne venete combatterono nelle case e nelle famiglie, vorrei qui rendere soprattutto omaggio al simbolo ante litteram dell’emancipazione femminile, all’antesignana del riconoscimento della donna in campo politico e sociale”.

"Ricordo Tina Anselmi per il rigore e il coraggio che ha sempre dimostrato - afferma il sindaco di Vicenza Achille Variati - quel coraggio che la portò a partecipare alla Resistenza e ha contraddistinto successivamente la sua attività politica e nelle istituzioni.

"La conoscevo personalmente e alle elezioni regionali del 1995, che poi mi portarono a diventare consigliere, proposi Tina Anselmi per la candidatura alla presidenza, ritenendo che fosse la figura ideale per guidare il Veneto - conclude Variati - Purtroppo quella candidatura non si concretizzò. Mi auguro che la figura di Tina Anselmi possa essere di esempio per tutti coloro che si impegnano per il bene comune e la difesa delle libertà".

“La morte di Tina Anselmi ci addolora moltissimo - dichiara Laura Puppato - la Repubblica perde una delle figure storiche che ne hanno determinato passi fondamentali, la prima donna ministro e la donna che cercò di fare luce sulla P2, scontrandosi e combattendo instancabilmente con i poteri oscuri che da sempre hanno minacciato la vita democratica italiana”.

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