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Uno scorcio di Trissino in valle dell'Agno (foto Marco Milioni)

Uno scorcio di Trissino in valle dell'Agno (foto Marco Milioni)

«Minorenne drogata e stuprata»: il pm chiede quarant'anni per due uomini e una donna

La pena che il pubblico ministero Carunchio ritiene congrua per i protagonisti del caso Faggion, per il quale due giovani e una 32enne sono alla sbarra, scuote la valle dell'Agno e quella del Chiampo: la sentenza di primo grado potrebbe arrivare già il 29 settembre

Sta destando molto clamore nel comprensorio dell'Agno-Chiampo la richiesta a quarant'anni complessivi di carcere da parte del pubblico ministero berico Cristina Carunchio nei confronti della trissinese Elisa Faggion nonché degli egiziani, residenti ad Arzignano all'epoca dei fatti, Zahir Es Sadouki e Nadir El Fettach (la donna ha trentadue anni: il primo egiziano ne ha 29, il secondo 28). L'accusa è quella di avere drogato e poi violentato una minorenne vicentina di origine straniera (della vicenda ne parla diffusamente stamani, tra gli altri, Il giornale di Vicenza di oggi 16 settembre in pagina 27).

Più nel dettaglio per la giovane, che è molto nota a Trissino per essere la figlia della trissinese Silvia Dalla Benetta, una delle cantanti liriche più conosciute del Vicentino e del Veneto, sono stati chiesti quattordici anni di galera. La stessa pena è stata chiesta per Es Sadouki: dodici invece per il terzo imputato.

Stando a quanto si legge sul GdV la sentenza di primo grado del giudice Barbara Maria Trenti è attesa nell'udienza fissata il 29 settembre. Durante l'udienza di ieri l'avvocato della Faggion (si tratta di Paolo Mele junior) avrebbe chiesto per la sua assistita invece un pronunciamento di assoluzione.

Al di là delle questioni giudiziarie però la vicenda ha riportato alla luce il tema della diffusione degli stupefacenti nel comprensorio dell'Agno-Chiampo: un comprensorio ricco nel quale marijuana e soprattutto cocaina scorrono a fiumi. Ma qual è il punto di vista al riguardo della giunta comunale trissinese? Chi scrive ha chiesto un parere all'assessore alla sicurezza Renzo Malfermo, dal quale però, almeno per il momento, non è giunto alcun commento.

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