Ex cava Castellan, al via la messa in sicurezza: vittoria del comitato

Avviato il procedimento dopo l'esposto alla Procura della repubblica di Vicenza ed uno allo stesso comune. Esposto redatto da Destro e dal suo consulente scientifico Marina Lecis

L'avvocato Destro (foto Marco Milioni)

«Alla fine il Comune di Rosà ha dovuto piegarsi davanti alla potenza dei fatti ed è stato obbligato ad una procedimento amministrativo per la messa in sicurezza della ex cava Castellan. Questa novità dimostra la bontà delle denunce del Comitato salvaguardia ambiente e salute che da mesi aveva con forza posto la questione davanti alle sedi competenti». A parlare è Giorgio Destro, legale del comitato rosatese che da tempo denuncia una serie di anomalie ambientali in due ex cave del luogo.

L’avvocato padovano poche ore fa è entrato in possesso della documentazione agli atti del comune di Rosà che certifica l’avvio del procedimento dopo che i residenti sul tema del potenziale pericolo rappresentato dalla situazione alla discarica Castellan avevano indirizzato un esposto alla Procura della repubblica di Vicenza ed uno allo stesso comune. Esposto redatto da Destro e dal suo consulente scientifico Marina Lecis.

La novità secondo Destro segna un decisivo punto a favore, «anzi una vittoria», dei residenti del Quartiere Cremona che da mesi avevano ingaggiato un duello a distanza con la giunta che si era mostrata «decisamente diffidente in relazione ai timori degli abitanti» e che per vero però si era dichiarata a più riprese «disponibile ad ascoltare le preoccupazioni della cittadinanza purché documentate». Ad ogni modo le carte (relazioni, perizie condite con tanto di analisi) erano state indirizzate da prima in procura: poi al comune.

«L’avvio del procedimento - sottolinea infatti Destro - costituisce un implicito riconoscimento in merito alla fondatezza degli esposti  e della denuncia in Procura in precedenza inviati dal Comitato ambiente e salute di Rosà. Il che è in netta smentita di quanto inizialmente dichiarato dalla giunta comunale sulla inesistenza di rifiuti nell'area». Per capire il reale stato di contaminazione del sito e per capire se negli anni si siano materializzati illeciti amministrativi sarà compito delle autorità, magistratura in primis. Quello iniziato pochi giorni fa è conosciuto in gergo come processo di caratterizzazione e costituisce in una serie di analisi utili a capire lo stato di salute dell'area. Si tratta comunque di una procedura non breve. Tuttavia durante la fase degli accertamenti «marcheremo stretto chi si occuperà delle verifiche» rimarca il legale. Il quale ribadisce che l’iter avviato dalla municipalità rosatese è comunque «la conferma della bontà delle denunce del comitato».

L'ex cava di Pojana

Destro fa presente tra l’altro che sia il suo studio sia il comitato scenderanno nuovamente in campo per chiedere un intervento anche su di un altro sito, prossimo alla ex cava Castellan (oggi discarica in sonno), che era finito nel mirino dei cittadini. Si tratta della ex cava Pojana. L’avvocato e la Lecis, sulla base di una perizia di quest’ultima, sostengono che quel terreno negli anni sia diventato una discarica de facto sebbene non vi sia alcuna autorizzazione in tal senso.

Il comune di contro si è sempre mostrato scettico anche in relazione ad alcuni riscontri giunti nel frattempo da Arpav Vicenza. «Assieme al comitato diremo ben la nostra sul punto» spiega Destro facendo capire tra le righe che anche l’operato della agenzia ambientale regionale potrebbe finire nel mirino della ricognizione tecnico-legale che lo studio Destro da tempo ha avviato su input dello stesso comitato.

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