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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

La Diocesi di Vicenza dice "sì" al diritto di cittadinanza

"E' contradditorio chiedere al lavoratore immigrato che paga le tasse e rispetta le leggi - scrive monsingnor Pizziol in una nota - di integrarsi quando si continua a considerarlo giuridicamente straniero"

La Diocesi di Vicenza prende una posizione chiara sul dibattito a proposito del diritto di cittadinanza. ''E' contradditorio chiedere al lavoratore immigrato che paga regolarmente le tasse e rispetta le leggi - scrive monsignor Pizziol in una nota - di integrarsi quando si continua a considerarlo giuridicamente straniero e lo si esclude dalla partecipazione politica poiche' il mancato godimento dei diritti politici rappresenta un ostacolo per l'integrazione e per la partecipazione responsabile alla gestione della res pubblica''. LA TESTIMONIANZA: "PARLO IL GRECO MA NON IL GHANESE"


L'integrazione e il diritto di cittadinanza sono, per il vescovo di Vicenza, ''strettamente legati''. Il diritto di cittadinanza, spiega mons. Pizziol, relativizza il senso di appartenenza etnica originario, rafforzando il senso di appartenenza alla comunita' politica nazionale dell'Italia. Non solo, consolida la condivisione di valori comuni, come la dignita della persona, la famiglia, le pari opportunita' tra uomo e donna, la giustizia, l'equita', la solidarieta', la corresponsabilita'. Il diritto di cittadinanza, sempre secondo il vescovo, promuove anche la formazione di una societa' plurale che accoglie le differenze e le valorizza invece di relegarle nelle loro specificita' o addirittura nei loro integralismi.

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