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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca

"Un incubo per viaggiatori e cittadini": Daspo urbano ad un 30enne, il settimo del 2019

Il provvedimento emesso dalla Questura di Vicenza è scattato nei confronti di un vicentino, senza fissa dimora,con numerosi precedenti per porto di armi ed oggetti atti ad offendere, oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale e furto aggravato

Il Questore della Provincia di Vicenza ha emesso il settimo DACUR - divieto di accesso a specifiche aree urbane - (meglio noto come DASPO Urbano) dall’inizio del 2019.

La Sezione Polizia Ferroviaria del capoluogo berico ha, infatti, segnalato alla Divisione Anticrimine della Questura di Vicenza C.D., 30enne, nato ad Arzignano, di fatto senza fissa dimora, con numerosi precedenti per porto di armi ed oggetti atti ad offendere, oltraggio e minaccia a p.u. e furto aggravato.

"Le reiterate e continue condotte delittuose, poste in essere dall’uomo - si legge nella nota diffusa dalle Quesura berica - nell’area dello scalo ferroviario e nelle sue pertinenze, in violazione dei divieti di stazionamento più volte inflittigli, avevano generato un forte disagio tra i cittadini, i viaggiatori e gli utenti, inducendo questi ultimi a scegliere, per il transito, aree diverse così da evitare incontri, molesti, con il predetto".

All’uomo, che risulta accompagnarsi ad altre persone pregiudicate e vivere dei proventi di attività delittuose, è stato quindi notificato il divieto di accesso alla stazione ferroviaria di Vicenza e sue pertinenze - nonchè le adiacenti viale Milano e viale Venezia- per la durata di 1 anno.

La trasgressione del divieto è punita, ai sensi del comma 2 dell’art. 10 della Legge 48/2017, così come modificato dalla legge n.132/2018, con l’arresto da sei mesi ad un anno.

Il provvedimento, il settimo dall’inizio dell’anno, è stato adottato al termine di una complessa attività istruttoria che ha consentito di ricostruire scrupolosamente ogni singolo fatto portato all’attenzione del personale della Divisione Anticrimine della Questura di Vicenza ed in cui era coinvolto il soggetto. Al termine degli accertamenti è stato così possibile provare le responsabilità dell’uomo e procedere alla adozione del provvedimento.

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