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Foto di archivio

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Commercio di sostanze dopanti, in carcere il proprietario di una palestra

Le forze dell'ordine, durante una perquisizione, hanno trovato le sostanze illegali. I NAS hanno poi accertato che l’arrestato le vendeva ad atleti gravitanti nel mondo del culturismo

È finito in carcere il proprietario di una palestra, Antonio Olivieri, piemontese residente a Isola Vicentina, per il reato che punisce l’utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Nella giornata mercoledì i NAS di Padova e della guardia di finanza hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti del 43enne, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Vicenza a seguito della richiesta avanzata dalla procura della repubblica di Vicenza. 

L’attività di indagine ha preso avvio nell’ottobre del 2020 quando il nucleo mobile della guardia di finanza –compagnia di Padova, eseguendo una perquisizione, ha trovato nella palestra di proprietà dell’arrestato sostanze classificate come dopanti. Successivamente, i NAS, dopo di approfondimenti investigativi, hanno accertato che l’arrestato aveva organizzato un articolato e redditizio commercio di sostanze dopanti, vendute nelle palestre ad atleti gravitanti nel mondo del culturismo.

I prodotti commercializzati erano sprovvisti di autorizzazione da parte dell’AIFA e dell’EMA, risultando potenzialmente pericolosi per la salute umana, come è emerso dagli accertamenti tossicologici disposti dal pubblico ministero sui farmaci sequestrati all’indagato. L’Olivieri, già gravato da precedenti penali specifici per violazione della normativa antidoping, è stato condotto presso il carcere di Vicenza.

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