Cronaca

La guru di "Piccolo è meglio" torna con il vademecum per seed saver

E' vicentina una delle principali esponenti della "biodiversità" a portata di tutti. Chiara Spadaro, autrice anche de "Il frutto ritrovato", spiega come avere un balcone ricco di piante dimenticate

Tutti possiamo essere custodi della “diversità” di semi e piante, sul nostro balcone o sul davanzale o nel nostro orto. E “imparare” come fare grazie al “Vademecum per la biodiversità quotidiana”: il nuovo libro di Chiara Spadaro, scrittrice vicentina già autrice di "Piccolo è meglio" e "Il frutto ritrovato", è infatti un vero e proprio manuale di biodiversità domestica, che spiega dove acquistare o scambiare i “semi dimenticati”, come coltivare piante di varietà “perdute” sul proprio balcone o nell’orto di casa e dove incontrare e conoscere le realtà e le comunità che promuovono gli scambi dei semi e si battono per la loro salvaguardia.

Diventare seed savers, ossia contadini custodi di semi e di piante biodiverse è un gesto “poetico” ma anche molto concreto. Questo spirito si ritrova nell’incipit del paragrafo “I cercatori di semi: come e dove trovare i semi biodiversi”: “Mettiamoci in cammino, cercatori di semi perduti, o solamente nascosti, coltivati in piccole nicchie biodiverse - scrive Spadaro -  Dovremo avere tasche capienti, per conservare il raccolto; una matita e un taccuino, nel quale appuntare i nomi della biodiversità e le memorie dei più anziani, affinché non vadano perdute”.

IL LIBRO Con una “mappa” dei seed savers in Italia, con decine di indirizzi utili di coltivatori, eventi, ristoratori, il “Vademecum” spiega prima di tutto quali sono le norme che hanno contribuito alla scomparsa di centinaia di varietà poco “interessanti” per il commercio su vasta scala, perché è essenziale preservare la biodiversità e chi si adopera per creare un sistema sementiero alternativo. Poi entra nel merito, con tutte le tecniche base per coltivare da sé frutta e verdura, dai pomodori alle fave. Ma se è vero che “mangiare è un atto agricolo” (W. Berry), possiamo salvare le varietà tipiche anche nella nostra cucina, cambiando le nostre abitudini alimentari e adottando il “manifesto della cucina biodiversa”

I PRODOTTI Anche una lista della “spesa biodiversa” è possibile: questo libro fornisce tutti i riferimenti, dai mercati contadini ai Gruppi di acquisto solidali, per acquistare un broccolo padovano o una mela annurca. Non si tratta però di varietà “da museo”, ma di qualcosa che ci appartiene nel profondo. Spiega Massimo Angelini fondatore del Consorzio della Patata Quarantina: "Ciò che importa non è fare della tradizione un museo né un’ideologia, ma recuperare quel saper fare e riprendere autonomia e potere sul nostro cibo e i nostri prodotti. Dunque rimettiamoli i semi delle varietà che abbiamo e che troviamo. Riseminata per anni con continuità, qualunque varietà per quanto può si adatta a una terra e al suo clima e, poco o tanto, si modifica nella forma e nel comportamento, diventando nel tempo “nativa” di quel luogo. Anche noi siamo così”.


LA FILOSOFIA Così infine Pia Pera, nel testo che apre il libro: “…(un seme) non può appartenere a nessuno in particolare: è frutto di una storia infinita che ha visto agire insieme le forze della natura e la sagacia dell’uomo, in un concorrere di azioni dove è davvero impossibile, oltre che insensato, tracciare confini precisi di proprietà”.

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