Vicenza, Donna chiama donna: oltre 500 casi trattati

E' il risultato di cinque anni di sportello in città: 90 le situazioni ancora aperte, 169 le denunce

Nella primavera del 2012 nasceva a Vicenza il Centro Antiviolenza (CeAv), voluto dall'amministrazione comunale e gestito dall'associazione Donna Chiama Donna. Dopo cinque anni è arrivato il momento di rendere noti alla cittadinanza i risultati ottenuti e sensibilizzare i cittadini sulle iniziative legislative, in particolare sui lavori della commissione del Senato per la promozione di una legge contro il femminicidio.

Per questo giovedì dalle 8 alle 14 in contra' del Monte, all'angolo con corso Palladio è stato posto un gazebo visitato dall'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, il consigliere comunale delegato alle pari opportunità Everardo Dal Maso, Laura Zanichelli, la senatrice Rosanna Filippin e il sostituto commissario della sezione volanti della polizia di stato Paola Sulis.

“Siamo voluti scendere in piazza, in un giorno in cui la città è particolarmente viva grazie al mercato, per sostenere le donne che subiscono violenza e per ricordare loro che c’è chi può aiutarle a riprendere una vita normale" ha spiegato la Sala. 

Dal Maso ha ricordato che l’ordine degli avvocati ha messo a disposizione 50 professionisti che offrono consulenze gratuite a chi si rivolge al Ceav.

Il Centro è finanziato dalla Regione Veneto, dal Comune di Vicenza e dai Comuni del distretto Est dell’ULSS 8 Berica, nonché dal generoso contributo di associazioni, singoli cittadini e fondazioni.

Dall’aprile 2012 ha risposto a più di 1000 richieste: ad oggi sono infatti 1012 le persone, sia utenti che operatori del territorio, che si sono rivolte al CeAV per chiedere consulenza, orientamento, informazioni o un appuntamento.Dalla sua apertura ha preso in carico 520 situazioni di violenza o maltrattamento, soprattutto da parte del partner (dato in linea con le statistiche nazionali sui maltrattanti). Tra questi casi, 90 sono attualmente ancora aperti.

Si tratta di numeri significativi, soprattutto se si tiene conto che l’ultima indagine Istat sulla violenza di genere in Italia ha messo in rilievo come il numero delle donne vittime di maltrattamenti che si rivolge ai Centri Antiviolenza sia ancora molto basso (4,9%) rispetto alla reale portata del fenomeno.

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