rotate-mobile
Cronaca Centro Storico / Contrà 20 Settembre

Il cartello antizingari divide i lettori: è stato rimosso

Molti i commenti sulla nostra pagina facebook: dal "fatto bene" alla pesante accusa di razzismo alla commessa marocchina di Rifondazione. Nel frattempo il cartello è stato rimosso e sono reiniziati i furti

I lettori di Vicenzatoday, come l'intera opinione pubblica, si sono divisi sulla vicenda del cartello esposto da una commessa marocchina sulla vetrina di un piccolo bazaar in contrà XX Settembre. "Vietato l'ingresso agli zinagari, ma non è per razzismo" aveva scritto Fatima, di origini marocchine, con un pennarello su un foglio arancione: ora il cartello è stato rimosso, ma sono ricominciati i furti. Ieri la giovane avrebbe ricevuto un'altra visita da parte di una famiglia nobile e una bimba di tre anni avrebbe sottratto una scatola di anellini.

Sulla nostra bacheca Cian Marco difende la ragazza: "Che vadano a casa loro, c'è già lo stato che ci deruba", mentre Francesco Cavalieri ammette addirittura di essere razzista. Più riflessiva Katia Zordan: "E' una conseguenza di anni di comportamenti sbagliati fatti dagli zingari - scrive - con questo non voglio dire sia l'unica soluzioni....ma non si può chiedere ai commercianti di subire passivamente". E' d'accordo con lei Guiotto Gabriele "questo succede perchè a forza di sopportare prima o poi si scoppia se in qualche modo non glielo fai capire".

Approfondito il commento lasciato dal circolo Carlo Giuliani, di Rifondazione Comunista, che si rivolge direttamente a Fatima: "
Cara Fatima, commessa dell'Euro Point civico 8 contrà XX settembre, no tu non sei razzista, come non lo sono quelli che pensano che solo gli “zingari” rubano. Il tuo cartello ricorda quello esposto in tanti negozi e locali belgi o americani e via dicendo, durante la nostra emigrazione; ricorda quello esposto durante il periodo nazista e fascista contro gli ebrei. Il tuo non è razzismo è constatazione di fatto unita ad un po' di ignoranza, come lo era quello dei belgi, degli americani, degli australiani ecc, come lo era quello imposto dai regimi fascisti e nazisti. Gli zingari sono incivili, sono dei disadattati e per ciò vanno allontanati. Tu sei il risultato di una società, di quei cittadini che passano davanti alla tua vetrina e menano la testa per la disapprovazione e poi non vogliono sentir parlare dei “zingari”. Il tuo però è un atteggiamento razzista".

E proseguono: "D'altronde cosa puoi fare tu che ti trovi sola e sfruttata in quel bazar del centro, contro la microcriminalità che aumenta, dove il tuo stipendio è decurtato dal mancato introito dei furti che forse non sono solo di quelli che tu chiami “zingari”, a tuo danno? Questo lo sa il tuo padrone che timidamente ti consiglia di togliere quel cartello, ma non perché potresti andare incontro a guai pubblici, i guai sono la perdita della tua occupazione per danno all'immagine del bazar. D'altronde egli non ti dà i mezzi per far fronte al problema, ti lascia sola e se il negozio perde clientela sarai tu la cosa inutile per gestire il negozio, sei tu che hai sbagliato. Ciò comunque non cambia i fatti, tu che razzista dici di non essere lo sei diventata e il tuo nome e cognome è scritto nero su bianco sulla carta stampata, passerai alla storia per aver osato dichiarare di nuovo nero su bianco anzi arancione, ciò che gli altri nascondono sotto il carbone “I zingari sono ladri”.
"


 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il cartello antizingari divide i lettori: è stato rimosso

VicenzaToday è in caricamento