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Cronaca Valdagno

"Fora febraro": con i botti a Valdagno esplode la polemica sul Capodanno Veneto

E' tradizione sulle colline valdagnesi, Vicenza, esplodere potenti botti rumorosi per celebrare l'avvento della primavera, il 28 febbraio. Un comitato, "Vaffanbotti", denuncia la pericolosità

A chi non è veneto, l'espressione "Fora febraro" dice poco, ma la tradizione di festeggiare l'avvento della primavera, salutando febbraio con roghi e botti è di antica tradizione, tanto da essere legalizzata durante la Serenissima come Capodanno Veneto. Nel vicentino, in particolare sulle colline valdagnesi e recoaresi, gruppi di persone di ogni età si riuniscono per esplodere potenti e rumorosi "ordigni" confezionati con il carburo. Una vera e propria festa popolare accompagnata con cibo e vino.

La tradzione del Fora Febraro



Da qualche anno, un comitato locale, dall'esplicito nome "Vaffanbotti", si muove per vie legali per fermare questa tradizione. "Segnalimo anche quest’anno con un esposto preventivo alle autorità un grave rischio per l'incolumità delle persone causati dall'uso di cannoni e materiale esplosivo illegale nella serata di domani, 28 febbraio - spiega Paolo Danieli, portavoce - Si tratta di mezzi del diametro di più di mezzo metro e lunghi anche più di due metri di costruzione artigianale che vengono fatti esplodere per tutto il pomeriggio e la notte, di solito con sequenze di una decina di esplosioni distanziate pochi secondi l'una dall'altra". "Oltre ad essere pericoloso, sia per gli utilizzatori che per gli spettatori, c'è anche rischio di incendi e le piazzole utilizzate vengono lasciate sporche - continua - Chiediamo quindi che venga attivata un'attività di sorveglianza specifica, che faccia rispettare la legge".

Gli appassionati però non si lasciano intimorire e lanciano un appello: "Fora febraro è una tradizione e non vogliamo che cada nel dimenticatoio  a causa di poche persone. Valdagno non deve invecchiare perdendo il senso delle sue radici - scrivono in un volantino - Invitiamo quindi tutta la popolazione, simpatizzanti e non a sostenere questa forma culturale e a raggiungere i vari siti di raggruppamento per attendere la mezzanotte".

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