Minacce e aggressioni contro la polizia: l'emergenza infinita a Campo Marzo

Non solo Brumotti. Dopo l'aggressione all'inviato di Striscia la Notizia, la "zona rossa" di Vicenza torna a far parlare di sé, anche se in realtà non ha mai smesso, tra reazioni violente nei confronti delle forze dell'ordine e spacciatori continuamente impuniti.

Polizia a Campo Marzo (foto di archivio)

La storia è talmente conosciuta che parlarne risulta quasi retorico. Spacciatori in bici, file di tossicodipendenti come al supermercato, innoservanza completa ai fogli di via emessi dalla questura e, non per ultimo, insulti e aggressioni alle forze dell'ordine. In poche parole "Campo Marzo", messo tra virgolette perché naturalmente si intende non solo il parco vero e proprio ma anche tutte le zone limitrofe, tra via Roma, viale Milano e laterali e viale Eretenio. È lì che Vittorio Brumotti, inviato di Striscia la Notizia, è stato aggredito da alcuni pusher mentre stava girando un servizio.

Un episodio che ha fatto il giro d'Italia con la popolare trasmissione satirica. Ma ogni giorno, in quella "red zone" le forze dell'ordine pattugliano e sono esposti a minacce ed aggressione da parte di spacciatori (nella quasi totalità dei casi si origine nigeriana) e balordi - che a Campo Marzo la fanno da padrone. Nei giorni scorsi sono stati ben tre gli episodi, che hanno visto gli uomini della squadra volante presi di mira dalla piccola criminalità. In un valzer infinito di totale disprezzo della legge che ha quasi sempre lo stesso finale: denunce, arresti e poi il pusher di nuovo a piede libero, in attesa di un'espulsione non proprio velocissima.

A volte la cronaca si colora di episodi tragi-comici come nel caso del trentenne nigeriano che nella notte tra lunedì e martedì, alla vista dei poliziotti, si è nascosto sotto a una Panda parcheggiata in via Verdi. Gli operatori gli hanno intimato di alzarsi e lui, per tutta risposta, si è messo a correre a perdifiato, inseguito dagli agenti, fino a piazzale Bologna. Lì lo straniero è inciampiato rovinosamente a terra ma tenendo abbastanza energia per reagire violentemente nei confronti degli agenti che nel frattempo lo avevano raggiunto. Addosso aveva 8 dosi di cocaina e 6 di eroina. Denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e spaccio lo spacciatore è a piede libero. Nonostante sia un richiedente asilo con domanda bocciata, per la legge italiana non può essere espulso, in quanto ha presentato ricorso. 

Insulti, minacce di morte ma anche calci, pugni e la bici lanciata addosso agli agenti. L'ennesima scena di violenza si è svolta lo scorso sabato notte in viale Verdi. Protagonista un altro spacciatore nigeriano di 28 anni, fermato durante un servizo di controllo della polizia e trovato con 23 grammi di marijuana. Arrestato, il pusher è stato processato per direttissima e subito scarcerato.

Infine, nella sera tra lunedì e martedì, altra aggressione ai danni delle forze dell'ordine, questa volta da parte un italiano 50enne. L'uomo, in piazza Castello, stava per salire con una lattina di birra aperta nell'autobus diretto a Bertesina. L'autista, dopo aver visto le condizioni di alterazione dell'individuo, ha chiamato la polizia locale e gli uomini delle volanti. Alla vista degli agenti, l'italiano ha reagito lanciando la lattina di birra al loro indirizzo ed è stato denunciato. 

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