Buco tra le giostre, Pupillo e Selmo: "100 giorni fallimentari, la repressione non serve"

Da adesso in poi, forza politica di opposizione, commenta lo scioccante video postato "da qualcuno che sostiene questa maggiornaza, segno di malcontento e di insicurezza". Il comunicato

La presentazione del presidio fisso

Comunicato di Da adesso in poi

Vedendo il video diffuso da Vicenza ai Vicentini, il tanto decantato presidio fisso a Campo Marzo pare non sortire alcun effetto. Sempre se esiste, questo teorico presidio, perché sono moltissimi i cittadini che in questi giorni si sono recati in zona e non hanno notato nulla di diverso, se non una pattuglia che ogni tanto passava per viale Roma e all'interno dei vialetti di Campo Marzo.

Non vorremmo che "presidio fisso" fosse solamente un nome diverso e più accattivante dato alle attività di polizia che venivano fatte in loco anche precedentemente. Sono quotidiani, infatti, gli episodi di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti presso il parco: temiamo che per la Giunta Rucco stia finendo il tempo in cui bastava dire “ereditiamo questo problema dalla passata amministrazione” per risolvere il problema.

Anche perché durante la campagna elettorale gli attuali amministratori avevano annunciato che avrebbero risolto la questione in tempi brevissimi: siamo ormai a 100 giorni dalla loro elezione e la situazione è con ogni evidenza peggiorata, al punto tale che ci sono situazione di consumo di sostanze stupefacenti a pochi metri dalle giostre dove giocano i bambini.

Ci colpisce che a diffondere il video sia stata una delle forze che sostengono la maggioranza, segno che anche all'interno delle liste che sostengono il Sindaco Rucco iniziano ad esserci segnali di malcontento per la gestione della sicurezza. E la situazione sicuramente non migliorerà finché la Giunta non prenderà coscienza che tutte le tematiche legate alla sicurezza urbana, ai fenomeni di microcriminalità e alle situazioni di degrado sono infatti strettamente connesse ad una dimensione di disagio, di indigenza e di dipendenza dalle droghe. In materia d’ordine pubblico l’intervento delle Istituzioni è fondamentale e quindi è assolutamente necessario un aumento delle Forze dell’Ordine ma accanto al controllo e alla vigilanza è vitale che vi siano politiche sociali volte alla prevenzione dei fenomeni.

Le politiche emergenziali applicate a lungo termine non danno mai risultati e producono tensioni sociali di sempre più complessa gestione. In materia di tossicodipendenza la repressione non basta e agire sul lato dell'offerta non è sufficiente perché finché ci sarà chi acquista la droga esisterà sempre qualcuno che la vende. Per questo noi continuiamo a ribadire quanto abbiamo espresso in campagna elettorale: perché non coinvolgere anche il SerD e la Caritas nel tavolo del Comitato per l’ordine pubblico e sicurezza? Sarebbe un primo vero segno di voler risolvere realmente e concretamente il problema, oltre gli slogan che abbiamo già visto non sortire alcun effetto.

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