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Borgo Berga, Legambiente deposita esposto alla Forestale

Con Italia Nostra e Comitato Antiabusi dopo il "no" del tribunale del riesame al sequestro

Sul caso Borgo Berga, Legambiente Vicenza, Italia Nostra e Comitato Antiabusi rilanciano con un esposto alla Forestale dopo il "no" del Tribunale del Riesame al sequestro.

Si tratta in realtà dell’ennesimo esposto alla sezione Forestale dei Carabinieri sulla vicenda. La denuncia, che si aggiunge a quelle precedenti, riguarda "le gravi omissioni degli uffici tecnici comunali e della polizia locale per non aver rilevato la decadenza del permesso di costruire avvenuta nel 2014, nonostante segnalazioni e diffide da parte di cittadini, consiglieri comunali e associazioni".

Si sarebbe cosi permesso ai lavori, privi di titolo autorizzativo e quindi abusivi, di proseguire, in palese violazione dei doveri di vigilanza previsti dalla legge. Nonostante la presenza di opere abusive mai sanzionate, gli stessi Uffici hanno approvato nel dicembre del 2016 una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per il completamento degli edifici ancora allo stato grezzo (scheletri).

"SCIA ovviamente illegittima, anche perché mancante di tutte le autorizzazioni ambientali e paesaggistiche, oltreché in violazione delle distanze dai corsi d’acqua - scrivono le tre associazioni - Lamentiamo il fatto che il PM, dott. Antonio Cappelleri, si sia limitato a contestare esclusivamente le responsabilità penali per fatti intervenuti tra il 2003 e il 2010. Nessun indagato, invece, tra i firmatari delle autorizzazioni rilasciate dopo tale data, nonostante lo stesso GIP, dott. Massimo Gerace, avesse confermato, nell’ordinanza del 2015, che tutti i permessi di costruire rilasciati e da rilasciare erano da considerarsi illegittimi e nonostante il Corpo Forestale dello Stato avesse evidenziato al riguardo precise responsabilità penali. Tutti i reati di abuso d’ufficio degli attuali indagati sono quindi oramai prescritti. Rimane in piedi il reato di “lottizzazione abusiva” per il quale il PM ha richiesto tardivamente il sequestro di tutte le opere (tribunale escluso) realizzate e ancora da completare. Dopo la decisione del Tribunale del Riesame di respingere la richiesta del PM, il messaggio è che a Vicenza la legge non è uguale per tutti e che alcuni interessi economici possono, con la complicità delle Istituzioni, piegare impunemente leggi e regolamenti".

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