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Cronaca

Blitz della squadra mobile, arrestate 15 persone: costringevano giovani donne a prostituirsi minacciando anche i famigliari

Le ragazze venivano accompagnate anche al domicilio del cliente attraverso dei “driver” che avevano il compito di autisti. Indagini sulla vasta organizzazione criminale anche fuori dall'Italia

Una vasta rete criminale dedita alla sfruttamento della prostituzione con la provincia di Vicenza che serviva da base operativa e logistica anche per le provincie vicine è stata smantellata dalla squadra mobile berica. Il blitz è scattato all’alba della giornata di martedì e ha portato all’arresto di 15 persone appartenenti a un’associazione a delinquere di nazionalità rumena. In manette sono finiti anche degli italiani.

Le minacce degli aguzzini alle vittime e ai loro famigliari

Al vertice dell'associazione criminale con profili transnazionali il rumeno Catalin Militeanu, con funzioni di promotore ed organizzatore. Per lui è scattato il provvedimento di fermo assieme ai cittadini rumeni Mihai Valentin Petre, Florian Calinescu, Alina Gergiana Tudor, oltre che all’ivoriano Kassoum Sidibe e agli italiani Filippo Rindolli e Dario Curato. Destinatari della misura anche altri sette cittadini rumeni nei cui confronti sono in corso le ricerche sul territorio nazionale e su quello estero. Il provvedimento è stato emesso per I reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione di donne di nazionalità rumena di origine rom e per i connessi reati continuati di induzione e sfruttamento della prostituzione. L'attività d' indagine ha accertato l'attiva partecipazione al sodalizio ed i ruoli non marginali degli italiani e dell'ivoriano I quali svolgevano il compito di autisti, provvedendo ad accompagnare le donne sui luoghi di svolgimento della prostituzione, per strada o presso  le  abitazioni della clientela.

Le vittime erano di regola giovani donne senza aspettative  di benessere in patria, inizialmente inconsapevoli della destinazione all'attività di prostituzione, private totalmente di capacità di autodeterminazione e costantemente controllate dagli sfruttatori i quali esercitavano su di esse minacce e violenze, facendo leva anche su possibili iniziative ritorsive nei confronti dei familiari in Romania.

I "driver" portavano le ragazze a casa del cliente

“L'indagine - che assume valore ancor più simbolico nella giornata internazionale dedicata all'eliminazione della violenza contro le donne - ha confermato come la criminalità organizzata di origine rumena è particolarmente impegnata sul territorio nazionale ed in quello europeo nell' attività di sfruttamento della prostituzione, affiancando peraltro alla tradizione modalità di svolgimento "per strada" le nuove forme della  prostituzione indoor”, rende noto la procura di Vicenza. Le ragazze venivano infatti accompagnate in auto al domicilio del “cliente” - con appunto l'ausilio dei driver - per ovviare alle restrizioni imposte dall'emergenza pandemica.

L'indagine ha preso le mosse dal controllo eseguito il 16 gennaio scorso – in un contesto temporale interessato dalle restrizioni alla circolazione – dal personale del commissariato di Bassano del Grappa dell'autovettura condotta da un italiano, a bordo della quale furono identificate tre donne rumene che le successive indagini hanno dimostrato attivamente coinvolte nell'esercizio della prostituzione. L'accurata ripartizione dei compiti all' interno del sodalizio prevedeva la divisione in  coppie sfruttatore/vittima che, pur dimostrando  mobilità nelle province contigue, mantenevano  la provincia di Vicenza come punto di riferimento stabile dal punto di vista logistico, disponendo di un appartamento nel comune di Monticello Conte Otto all'interno  del quale le "coppie" dimoravano, secondo una studiata alternanza.

Lindagine anche all'estero

L' organizzazione esercitava un rigido controllo su predeterminati tratti di "marciapiede" per la prostituzione delle vittime lungo la strada regionale 11, nella periferia di Vicenza, all'altezza dell'incrocio con via Retrone. Il provvedimento di fermo si è reso necessario per il concreto pericolo di fuga degli indagati essendo emersa dalle operazioni di intercettazione la volontà del gruppo criminale  di  spostamento  dell'illecita attività in altri paesi europei, in particolare in Gran Bretagna ed in Germania. Le forze di polizia, in considerazione del carattere transnazionale dell'indagine, sta intrattenendo contatti di collaborazione investigativa con l'autorità giudiziaria rumena con il coordinamento di Eurojust.

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