Blitz alla Centrale Enel di Fusina: la compagnia replica ai centri sociali

Dopo l'iniziativa di stamani nel Veneziano, cui peraltro hanno preso parte parecchi attivisti vicentini, è il colosso elettrico a spiegare come il progetto per la dismissione del carbone come combustibile sia già in itinere e che Enel è da tempo impegnata in una riconversione che punti ad una maggiore sostenibilità ecologica

un momento del blitz di oggi a Fusina-Venezia da parte degli attivisti dei centri sociali del Triveneto

Dopo il blitz dei centri sociali del Nordest alla centrale Enel di Fusina di oggi 29 febbraio, che ha visto impegnati parecchi vicentini peraltro, è la stessa Enel a predere posizione spiegando che l'impegno per abbandonare il carbone come combustibile per la produzione di energia elettrica è già sul tavolo del colosso italiano dell'elettricità.

La compagnia in una nota diramata pochi minuti fa rimarca che Enel Produzione ha già effettuato una richiesta formale «per anticipare la dismissione della centrale a carbone entro il 2023». Ancora, nella nota si legge che l'azienda ha già presentato il progetto «per la riconversione del sito con un impianto a gas ad altissima efficienza, indispensabile per assicurare la cessazione della produzione a carbone e la gestione in sicurezza della rete elettrica» mentre l'iter sarebbe ancora in corso. Questo è quanto viene riferito nel dispaccio che porta la firma di Serena Nordio, «responsabile dell'ufficio stampa di Enel per il Triveneto».

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In questo contesto Nordio aggiunge che l'iter di approvazione del progetto è in corso e che l'azienda «sta sviluppando l'installazione di capacità fotovoltaica all'interno del sito, come parte della più generale iniziativa di sviluppo di nuova capacità rinnovabile su tutto il territorio italiano». Tali attività, fa presente la compagnia, «sono in linea con quanto previsto dal Piano nazionale integrato per l'Energia e il clima, che prevede la cessazione dell’utilizzo del carbone entro il 2025 attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e di nuova capacità flessibile, per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale.

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