Barbarano, toro ucciso a fucilate, la Lav: "Un'esecuzione crudele e illegale"

la Lav Vicenza stigmatizza quanto accaduto nei giorni scorsi nei pressi di Barbarano, quando un privato è stato incaricato dal sindaco di abbattere un toro fuggito dal macello

Il toro fuggito (IlMeteo Facebook)

A distanza di alcuni giorni dall'abbattimento da parte di un privato (il fratello di Graziano Stacchio) del toro fuggito dal macello a Barbarano, è arrivata l'indignata reazione della Lav di Vicenza. 

"Anzitutto, l’animale stava vivendo l’esperienza più terribile: l’indescrivibile orrore del macello, del sangue e della morte; contesto che evidentemente gli ha dato l’istinto e la forza di liberarsi e fuggire. In secondo luogo non risulta che l’animale, sebbene adulto, avesse provocato alcun danno. Dopo ore di fuga in un ambiente sconosciuto era impaurito e stremato, rifugiato in un boschetto. In terzo luogo, soprattutto, l’abbattimento era l’unica soluzione o invece solo la più drastica e spettacolare? Perché non è stato interpellato un veterinario abilitato alla telenarcosi e si è scelta la scorciatoia mortale?" scrive l'associazione in un comunicato.

Dichiara Piera Costa, responsabile della sede LAV di Vicenza: “Quanto accaduto è grave. Si doveva immediatamente allertare un veterinario abilitato alla telenarcosi, che avrebbe potuto salvare l'animale ed evitare comunque i problemi di incolumità pubblica. Tra l’altro, come noto, la stessa Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari ha costituito un elenco ufficiale dei veterinari abilitati alla telenarcosi. Chiediamo comunque alle forze dell’ordine, e anzitutto ai carabinieri intervenuti, di accertare le responsabilità per il mancato controllo dell’animale, anche ai sensi dell’art. 672 del Codice penale (Omessa custodia e mal governo di animali, ora sanzione amministrativa)”.

E ancora: “Si doveva evitare l’abbattimento di un animale impaurito, che non aveva alcuna colpa se non quella di voler vivere. Il toro poteva essere poi affidato a un’associazione che se ne prendesse cura e gli permettesse di trascorrere dignitosamente il resto sua vita. E più in generale, è questa la società che vogliamo? Cittadini armati che risolvono i problemi col grilletto? Sono questi i nostri modelli di riferimento?”. Fortunatamente anche nel nostro paese si sta diffondendo uno stile di vita rispettoso del pianeta e di tutti i suoi abitanti. Sempre più persone abbracciano la scelta vegan, in contrapposizione alla barbarie, alla cultura delle armi e della violenza; aumenta la consapevolezza del diritto di ogni animale di vivere secondo natura, senza essere sfruttato e massacrato. Il cambiamento passa anche per le scelte alimentari, da ciò che ciascuno mette ogni giorno nel piatto. Proprio per avvicinarsi a uno stile di vita più giusto e sostenibile ricordiamo di visitare il sito LAV www.cambiamenu.it . Un mondo senza macelli è possibile, col contributo di ognuno".

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