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Bancarotta fraudolenta, sequestrati immobili per oltre 2, 3 mln agli amministratori di una srl

L'indagine delle fiamme gialle è partita dalla verificare delle responsabilità penali relativamente al fallimento, nel 2018, di una società con sede a Montebello Vicentino operante nel settore della costruzione di edifici residenziali e non residenziali

L'amminstratore unico e il sindaco unico di una srl con sede a Montebello Vicentino, fallita nel 2018, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Vicenza, per il reato di bancarotta fraudolenta aggravata per distrazione; nello specifico D.L.G., di Montorso Vicentino e B.G., di Arzignano. Nei guai anche P.G.V., di Vicenza, legale rappresentante di una srl con sede in San Pietro Mussolino, l'amministratore di una snc di Arzignano, U.A, anch'esso residente nella città del grifo, e T.S., legale rappresentante di una srl; tutti indagati in concorso e legati a società che hanno avuto legami con la fallita e favorite attraverso le citate cessioni immobiliari. 

Raggiri portati allo scoperto da un'indagine condotta dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza che hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari, cautelando 28 unità immobiliari di valore complessivo pari ad oltre 2,3 milioni di euro, quale profitto del reato di bancarotta fraudolenta aggravata per distrazione.

L'indagine è partita dalla verificare delle responsabilità penali relativamente al fallimento, nel 2018, di una srl con sede a Montebello Vicentino operante nel settore della costruzione di edifici residenziali e non residenziali. Le fiamme gialle hanno individuato una serie di cessioni di svariate unità immobiliari facenti parte di un fabbricato polifunzionale di Vicenza, poste in essere dal 2015 al 2017, quando l’impresa versava già in uno stato di sostanziale insolvenza.

Tali vendite, non collegate ad alcuna necessità di ristabilire le consistenze proprie della società fallita ma finalizzate, in realtà, a favorire terze parti correlate, sono avvenute in assenza di un adeguato corrispettivo, provocando minusvalenze registrate per un danno patrimoniale complessivo per la fallita di oltre 2,3 milioni di euro, con conseguente pregiudizio per il ceto creditorio.

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