Assalti ai bancomat con l'esplosivo: arrestati sei banditi "pendolari"

Dalla provincia di Foggia a quella di Vicenza andata e ritorno, con auto prese a nolo e anche in aereo, per svaligiare gli sportelli bancomat della banche beriche con l'esplosivo. Le indagini dei carabinieri hanno sgominato la banda di malviventi

Attacchi di notte ai bancomat del vicentino: uno che ha fruttato un bottino da 10mila euro, uno andato a male con la refurtiva non recuperata e infine un altro stroncato dalle forze dell'ordine mentre stava per essere messo in atto. È da quest'ultimo episodio, che ha coinvolto i carabinieri in una sparatoria a Montecchio Maggiore con il ferimento di un bandito, che sono partite le indagini degli uomini dell'Arma di Valdagno e Vicenza. Indagini che hanno portato, nei giorni scorsi all'arresto di una banda di sei banditi "pendolari" tutti residenti nel Comune di Orta Nova in provincia di Foggia e gravate da numerosi precedenti penali: Michele Liberti, del 1990; Daniele Carlucci del 1986; Antonio Cataldo del 1979; Riccardo Mennuti del 1982; Antonio Battaglini del 1988 e Cristoforo Aghillar del 1983. 

I COLPI A VICENZA E IL RITORNO IN PUGLIA IN AEREO 

Le indagini, coordinate dalla procura di Vicenza hanno permesso di accertare che il gruppo, proveniente dalla cittadina foggiana, giungeva, in tempi e con modalità diverse, nella provincia berica poco prima di mettere a segno i colpi,  con auto prese a noleggio ed anche in aereo. L'attività investigativa ha consentito di appurare la responsabilità del gruppo nell'assalto dei 6 gennaio 2018 con un tentato furto aggravato allo sportello bancomat dell’agenzia di Arzignano di Banca Intesa e poi nel aggravato del 20 gennaio 2018 allo sportello Atm dell’agenzia di Altavilla di Unicredit a seguito del quale i malfattori hanno racimolato un bottino di 10mila euro. 

Lo sviluppo decisivo nelle indagini dei carabinieri è però avvenuto lo scorso 24 marzo, quando il gruppo è stato intercettato durante i preparativi di un assalto a Montecchio Maggiore da una pattuglia del Norm di Valdagno. Un breve inseguimento a una Punto si è concluso nella zona industriale dove è stato ferito un bandito, poi ricoverato in ospedale. Altri quattro occupanti dell’auto si sono invece dati alla fuga facendo perdere le proprie tracce.

LA MARMOTTA: LA MICIDIALE BOMBA FATTA A MANO

Il modus operanti della banda era sempre lo stesso. Dopo l'arrivo nel luogo scelto come bersaglio sul posto veniva rubata un’auto che veniva utilizzata per l’avvicinamento alla banca dove veniva fatto deflagrare lo sportello Atm utilizzando la cosidetta “marmotta” (un attrezzo metallico costruito artigianalmente a forma di “T” costituito da un manico e un contenitore sottile  riempito di polvere pirica), che veniva inserita nell’erogatore del denaro contante per poi essere innescata con una miccia a combustione e fatta esplodere. Il gruppo disponeva anche di un ariete in metallo, che veniva sempre lasciato in un luogo sicuro, nonché di chiodi a tre punte da utilizzare eventualmente in caso di fuga con inseguimento da parte delle forze dell'ordine. Subito dopo l’assalto i malviventi tornavano ad Orta Nova, sempre con tempi e modalita’ diverse.

Il 23 marzo il malvivente ferito, nonostante si trovasse a bordo di una fiat  Grande Punto (auto a noleggio con targa bulgara con la quale era giunto in zona di Montecchio fin dalla mattina attendendo poi i complici), è stato trovato in possesso delle chiavi di una Ford C-Max che, dopo alcune ore, è stata ritrovata parcheggiata nei pressi del cimitero di Arzignano. In un vicino cespuglio, c'era invece una “marmotta” già pronta all’uso contenente gr. 330 di polvere detonante, mentre  a bordo dell’auto si trovavano l’ariete metallico, numerosi chiodi a tre punte ed una centralina elettronica per autovetture

GLI ARRESTI

Successivi accertamenti hanno poi consentito di documentare la presenza, poche ore prima del colpo, di cinque indagati in un albergo di Montecchio Maggiore e il ritorno degli stessi in tutta fretta in Puglia. Erano probabilmente due i “basisti” conoscitori dell’area, visto che gia’ in passato erano rimasti coinvolti nella  consumazione di truffe nella provincia berica.

Ad Orta Nova, nel corso dell’esecuzione delle misure cautelari, per la quale l’arma di Foggia ha affiancato i carabinieri di Vicenza con oltre 30 uomini, sono stati sequestrati, presso l’abitazione di Michele Liberti, un rotolo di 50 metri di miccia pirotecnica e circa 350 tra candelotti e petardi, dai quali si sarebbero potuti ricavare circa 7 chili di polvere pirica. Due delle misure cautelari sono state notificate presso le carceri di Lanciano (Chieti)  e Pescara dove Antonio Cataldo e Cristoforo Aghilar erano detenuto da maggio maggio, arrestati in flagranza di reato per il tentativo di assalto  all’Atm dell’ufficio postale di Piane d’Archi in provincia di Chieti. I rimanenti arrestati sono stati invece associati alla casa circondariale di foggia.


 

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