Trasformavano i bancomat in un distributore di soldi a getto continuo: 35 colpi e 1 milione di euro di bottino

Arrestata la "banda dei bancomat". Fermi da parte dei carabinieri in molte città del Nord Italia, anche a Vicenza. Nella provincia berica due colpi accertati

Hanno colpito i bancomat almeno un paio di volte - accertate dai carabinieri - anche nel Vicentino. E precisamente alla Volksbank in via San Antonio a Villaverla il 21 ottobre e il giorno dopo all'Unicredit in via Beggiato a Grisignano di Zocco. Nello scorso fine settimana, nelle province di Vicenza, Monza e della Brianza, Milano, Bologna, Modena, Mantova e Parma i militari hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 6 cittadini moldavi, di età compresa tra i 23 ed i 39 anni, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati ai danni di sportelli bancomat ATM, con la tecnica cosiddetta “Black Box”.

Il modus operandi, come riporta Monzatoday, era sempre lo stesso. Giri di perlustrazione, con auto sempre diverse, prese a noleggio per non lasciare traccia. L'attenzione maniacale ai dettagli tanto da allontanarsi solo perchè sul proprio cammino, una notte, hanno incrociato un passante a spasso con un cane con uno sguardo che non li convinceva. E poi il piano, sempre lo stesso, che in pochi istanti, con un collegamento di cavi e un malware consentiva di trasformare il bancomat in una "slotmachine" da dove le banconote uscivano a raffica così da avere tra le mani dai 15 agli 80mila euro in un colpo solo. E poi la fuga, veloce. Fino a sparire nel nulla, come "fantasmi".

Secondo quanto ricostruito i 6 facevano parte di un’organizzazione criminale molto attiva in Lombardia, i cui sodali pianificavano, in Italia e all’estero, numerosi attacchi informatici ai danni di sportelli bancomat, riuscendo a entrare tramite il supporto di una squadra di hacker in pochi istanti nel sistema operativo degi sportelli tramite un malware che attivava il comando dell'erogazione delle banconote. 

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Tre auto di vedetta per controllare l'arrivo dei "diavoli"

La squadra si muoveva sempre con tre autovetture che, dopo alcuni giri di controllo nella zona, si appostavano nei dintorni, cinturando l'area per controllare l'eventuale arrivo di forze dell'ordine che - nelle intercettazioni finite nel fascicolo dell'indagine - i membri della banda chiamavo in codice "diavoli". Per tradurre le espressioni, pronunciate in lingua moldava, è stato necessario il lavoro di una squadra di interpreti che si è affiancata agli inquirenti che per due mesi - da settembre a metà novembre - hanno effettuato pedinamenti, incrociato dati relativi a celle telefoniche e visionato immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza dell'area. 

Per il collegamento tramite black box servivano pochi istanti ma l'intera operazione richiedeva poi un paio d'ore, durante le quali la preoccupazione principale era assicurarsi che nessuno - nella notte - interrompesse l'attività in corso. I membri della banda dopo aver estratto - mediante effrazione - il pannello della luce di cortesia (per i postamat) o aver creato un foro nella parte laterale della tastiera (per i bancomat degli istituti di credito) e aver avuto accesso al multicavo seriale, collegavano un dispositivo, spesso un notebook a un router esterno consentendo così ad un team di hacker, che probabilmente dell’Est Europa, di inoculare da remoto un malware capace di entrare nel sistema operativo dell’ATM e quindi di attivare il comando di erogazione delle banconote.  E in pochi istanti così il bancomat si trasformava in una macchinetta "eroga soldi".

Sono 35 i colpi - inclusi quelli a Villaverla e Grisignano ai danni di bancomat e sportelli di prelievo postale contestati alla banda che oltre ai sei fermati conta altri sei membri, per un totale di 12 persone, di cui tre già arrestati in Polonia. In soli sette mesi la banda sarebbe riuscita a impossessarsi di una somma di 800.000 euro.   I sodali, tutti, senza fissa dimora avevano numerose basi logistiche sparse tra le province di Milano, Monza, Bologna, Modena, Roma, Viterbo, Mantova, Vicenza e Parma. 

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