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Cronaca Arcugnano / Via Giardini

Arcugnano, l'Anfiteatro Marittimo Berico: indagine della Procura

Bufala colossale frutto di abuso edilizio o prezioso complesso monumentale? A fare chiarezza ci pensarà la procura che ha ricevuto dal sindaco Paolo Pellizzari di Arcugnano l'esito di una serie di accertamenti iniziati dopo la segnalazione di alcuni cittadini

Non solo feroci polemiche sui social: l'Anfiteatro Marittimo Berico "Porto degli Angeli" è finito sul tavolo della procura berica che dovrà far luce sull'origine del "complesso monumentale", come viene definito sulle insegne poste in via dei Giardini, ad Arcugnano. 

Le indagini del Comune sono partite dopo le segnalazioni di alcuni cittadini ma, prima di allora, l'amministrazione ha dicharato di non sapere nulla del cantiere in corso alla Fontega, né di aver ricevuto richieste di autorizzazioni di alcun tipo da parte della società proprietaria del terreno, la Lendomar Holdings Investment Ltd con sede nelle Isole Vergini. Sulla costruzione si è mossa anche la Sopraindentenza. Di sicura c'è la presenza di molte "patacche" - dall'arco in polistirolo alle gradinate cementate fino a statue più comuni nelle hall degli alberghi che nei musei - e di un listino prezzi affatto popolare: 40 euro per i vicentini, 12 per i "foresti". 

marittimo berico-2Il vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci, dopo la pubblicazione di un invito a una conferenza sulla possibile uscita di Vicenza dalla lista delle città tutelate dall'Unesco, che prevede anche la visita giudata all'anfiteatro, è andato su tutte le furie: "Una delle più incredibili prese in giro dai tempi della "Guerra dei mondi" di Orson Welles. Una storia che sarebbe comica, se non poggiasse su un evidente abuso edilizio che ha sventrato una verdeggiante collina di Arcugnano, sui colli Berici, e se non sconfinasse nella truffa per aver messo biglietti a pagamento a una struttura spacciata per quello che non è. Una storia pazzesca. Non manca nulla: un misterioso "sito archeologico" che riemerge dalle nebbie del tempo; le leggende paganeggianti sugli usi sacrali del luogo; il recupero della struttura da parte di un sedicente filantropo, studioso, direttore d'orchestra, con tanto di nome straniero che lo rende più autorevole, tale von Rosenfranz; un sito multilingue che racconta la storia dell'incredibile "anfiteatro" (uso le virgolette perché fra l'altro si tratta di un teatro e non di un anfiteatro, il che fin da subito qualche sospetto doveva farlo venire...); una antologia di citazioni sparse sapientemente qui e là in rete per creare tracce e rimandi che avvalorino la storia". 

Bulgarini è andato a fondo: "Il "prof. Von Rosenfranz" è un alias, fantozziano, di tale Franco Malosso, di Arcugnano, conduttore del fondo su cui è apparso il misterioso teatro, figura delle cui opere nulla è dato sapere a parte i titoli che si attribuisce. Le ricostruzioni storiche sono tali solo per i creduloni: l'anfiteatro si dice "marittimo" perché affacciava sul "mare Berico" (!). È una struttura "neolitica" ma con tracce "romane" e, reggetevi forte, figlia della fondazione greca della città di Vicenza (sì, avete capito bene, greca). Saltano fuori le foto satellitari che testimoniano le diverse fasi della costruzione della struttura (i satelliti sono, immagino, ellenici, le ruspe che si vedono forse romane, che i romani erano grandi costruttori...), con lo sventramento di una bella area boschiva e la progressiva realizzazione di gradoni, piscina ellittica, colonne fasulle. Emergono i racconti dei residenti di Arcugnano che da anni vedono camion e ruspe passare in continuazione in zona". Sulla vicenda, dove non manca la partecipazione del Comitato per la Liberazione del Veneto, il vicensindaco promette battaglia sul piano legale: " Mi farebbe quasi tenerezza, se non ci fossero un abuso edilizio, la devastazione di un'area verde, una potenziale truffa ai danni di quanti dovessero abboccare e comprare un biglietto o noleggiare la struttura per eventi privati, una diffamazione vera e propria nei confronti della città di Vicenza su un tema delicatissimo (e serissimo) come quello della tutela dei monumenti e della vicenda Unesco".


Dal canto suo Franco "Von Rosenfranz" Malosso si difende, rimanendo sul vago: tutto è rimandato alla conferenza di giovedì, alle 18.30. 

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