Cronaca

10 modi di dire dei vicentini in cucina e a tavola

Le tante stelle Michelin che splendono nel panorama vicentino non possono far dimenticare che la cucina berica vive soprattutto di tradizioni. Una realtà che traspare non solo dai tanti piatti tipici ma anche dai molti proverbi nati a tavola.

Quando si parla di ristorazione a Vicenza e provincia in cucina non si scherza, ma anche le tavole beriche hanno le loro regole e le loro tradizioni. Ecco dieci modi di dire da conoscere prima di sedersi a tavola e ordinare un piatto della tradizione

1) Chi va in leto sensa sena, tuta la note se ramena.

   Chi va aletto senza cena non dorme bene 

2) Quel che no strangola ingrassa e quel che non ingossa, passa

  Quello che non è indigesto ingrassa e quello che non ingozza, passa

3) A tola e a leto no ghe vole rispetto

  A tavola e a letto non ci vuole rispetto

4) Questo sè queo che passa el Convento

 Questo è quello che passa il convento

5) Par esser straca la boca gà da saver da vaca

La bocca non è stanca vino a che non sa vacca (il formaggio è un ottimo modo per finire il pasto)

6) Pien come un ovo

Ho lo stomaco pieno come un uovo

7) El vin bon xe in tela bote piccoa

Il vino buono è nella botte piccola

8) Del mas-cio no se trà via gnente

Del maile non si butta via niente

9) Chi gà braga, paga

Chi porta i pantaloni, paga il conto

10) L'ospite sze come el pesse: dopo 3 giorni el spussa

L'ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza

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