Sicurezza

Eternit: come eliminarlo, smaltirlo e i materiali alternativi

L'amianto o eternit è stato ampiamente usato nell'edilizia in passato, ma ora è fuorilegge da molti anni. Ecco come sostituirlo in sicurezza

L'amianto è stato ampiamente utilizzato nell’edilizia, ma nel corso degli anni si è scoperta la sua pericolosità. Il materiale, detto anche Eternit, può causare tumori e malattie respiratorie per questo si sta procedendo all’eliminazione completa dagli immobili. Ancora oggi, però, ci sono edifici, soprattutto se datati, che presentano coperture in amianto. In questo caso è importantissimo procedere con la rimozione e lo smaltimento del materiale, affidandosi ad una ditta specializzata.

Spesso si pensa che esista una differenza tra eternit ed amianto, in realtà non è proprio così: Eternit non è altro che il nome dell’azienda produttrice dell’omonimo materiale. Ma che cos’è l’eternit? Si tratta di un marchio registrato (appartenente alla società belga Etex) di fibrocemento, realizzato proprio a base di amianto. L’eternit fu impiegato su larga scala nel Novecento in ambito edilizio, e a partire dai primi anni Sessanta fu resa nota la tossicità della polvere di amianto, responsabile di una grave forma di cancro ai polmoni. Nonostante questo dato allarmante, in Italia si continuò a produrre oggetti in eternit fino al 1986. Solo dal 1992 ne fu vietata l’estrazione, la produzione e la commercializzazione. Nel 1994 una legge sancì l’obbligo della rimozione dei manufatti contenenti amianto. Tuttavia nei decenni a seguire non furono smantellate tutte le costruzioni in oggetto, e questa è la ragione per cui oggi ci si può ancora imbattere in vecchie costruzioni – o parti di esse – realizzate in eternit.

La diffusione dell’amianto

Prodotto agli inizi del ‘900 in poco tempo l’Eternit è entrato a far parte dell’edilizia urbana tanto da essere utilizzato per coperture di edifici, case e in alcune casi anche per produrre oggetti di uso quotidiano.

Il materiale di origine naturale ha la caratteristica di essere resistente ed isolante, per questo è stato aggiunto al cemento o alle vernici, per produrre tetti, piastrelle o rivestire le pareti di casa.

Nonostante l'efficienza, già negli anni ’60 si è iniziato a capire che la polvere prodotta dal materiale poteva causare malattie respiratorie e nei casi peggiori anche il cancro. Nonostante questo si è continuato ad utilizzarlo fino a quando nel 1992 è stato vietato in Italia ed Europa.

L’amianto infatti spesso si trova all’interno di materiali che si polverizzano facilmente e questo fa si che l’Eternit venga inalato, quindi è sempre meglio smaltirlo e bonificare l’edificio.

Come smaltire l’amianto

Per prevenire possibili malattie e rischi alla salute di tutta la famiglia, è bene rimuovere l’amianto soprattutto quello danneggiato. Per legge non si è obbligati ad eliminarlo, ma i proprietari degli immobili in cui è presente devono occuparsi della manutenzione. Se il materiale è compatto, bisogna effettuare un’ispezione e una valutazione del rischio, mentre se è roviniato si deve rimuovere.

Quando il materiale in cui è presente l’amianto è friabile, bisogna effettuare una comunicazione all’Asl di riferimento e procedere allo smaltimento. Nel caso in cui la quantità è inferiore a 900 kg si può smantellare l'Eternit in autonomia, ma vista la pericolosità è meglio rivolgersi agli specialisti.

Una volta contattata la ditta questa si occuperà di:

  • Fare un sopralluogo per verificare la presenza dell’amianto
  • Inviare la documentazione e le autorizzazioni alla Asl di riferimento 30 giorni prima dell’inizio dei lavori
  • Incapsulare l’Eternit con prodotti ricoprenti
  • Bonificare le superfici su cui l’amianto poggiava
  • Rimuovere il prodotto
  • Smaltire l’amianto

I materiali alternativi all’amianto

L’amianto è stato utilizzato perché resistente e isolante, ma in commercio ci sono materiali altrettanto efficienti e nello stesso tempo sicuri come:

  • Schiuma di poliuretano: a base di acqua, è un ottimo isolante termico sia in estate che in inverno. Inoltre, è perfetta per soggetti che soffrono di allergie perché anallergica ed economica
  • Fibra di cellulosa: composta da cotone, pasta di legno, lino o carta sminuzzata, i materiali vengono trattati chimicamente per aumentare la resistenza termica, quindi ideali per le abitazioni
  • Farina di plastica termoindurente: è una miscela di fibre di legno e leganti, come l’uovo o la gelatina che, una volta indurita, viene macinata per poi essere modellata, pronta per isolare acusticamente e termicamente le pareti

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