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Sabato, 26 Novembre 2022
Vendita e Affitto

Affitto in nero: ecco cosa si rischia senza contratto

Questa irregolarità ha ripercussioni sia per il proprietario che per l'inquilino

Purtroppo il fenomeno della locazione in nero è ancora abbastanza diffuso, consentendo al proprietario dell'immobile di non pagare  l’imposta di registro e l’imposta sui redditi. C'è chi crede che le rispercussioni possano essere solo su di lui, mentre invece è importante sapere che i rischi sono anche per l'affittuario

Di fatto il proprietario non registra il contratto presso l’Agenzia delle Entrate ma, se viene scoperta questa irregolarità, le grane di tipo fiscale sono per entrambi i firmatari del contratto. Ecco in cosa si incorre quando si decide di stipulare un affitto in nero.

Modalità del contratto in nero

Il contratto di affitto vengono stipulati in diversi modi:

  • verbale, quindi solamente a voce, in questo caso non viene messo nulla per iscritto
  • scritto: il contratto viene messo per iscritto tra il locatore e l’inquilino, ma non viene registrato all’Agenzia delle Entrate
  • Inoltre, chi affitta in nero può decidere per due scappatoie illegali, l'affitto senza contratto può essere:
  • totale, ovvero non viene fatto registrare presso l’Agenzia delle Entrate
  • parziale, ovvero sul contratto viene scritto un importo inferiore rispetto a quello che realmente paga l’inquilino in modo che il proprietario paghi meno tasse

Quali sono i rischi per un inquilino che affitta una casa senza contratto

Prima di tutto un inquilino che prende in affitto una casa senza contratto, nel caso in cui il proprietario non rispetti i suoi diritti, non potrà farli valere in alcuno mondo e nemmeno rivolgersi ad alcun giudice.  Ma non è solo questo: l'inquilino può incorrere in rischi di tipo fiscale e può ricevere una cartella esattoriale che gli impone di pagare le somme non versate e, nel caso queste non vengano saldate, l’inquilino rischia anche il pignoramento dei beni di sua proprietà.

Il procedimento per sanare queste irregolarità, prevede che il padrone proceda al ravvedimento operoso, ovvero decida di registrare il contratto presso l’Agenzia delle entrate o correggere il canone inferiore dichiarato, nel caso di affitto in nero parziale, dopo il termine di 30 giorni stabilito per legge. In ogni caso, locatore e conduttore devono pagare delle sanzioni legate al tempo impiegato per il ravvedimento, ad esempio se questo avviene:

  • dopo 30 giorni la sanzione è pari al 6%, a cui vanno aggiunti interessi di mora e imposta dovuta
  • dopo 90 giorni la sanzione è pari al 12%, più interessi di mora e imposta dovuta
  • dopo 1 anno la mora è del 15% con l’aggiunta di interessi di mora e imposta dovuta
  • dopo più di 1 anno e non oltre 2 anni la sanzione è pari al 17,14%, più interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo 2 anni la sanzione ammonta al 20%, a cui vanno aggiunti interessi di mora e imposta dovuta

Se invece viene regolarizzata la posizione subito dopo la constatazione, la sanzione corrisponde al 24%, più gli interessi di mora e l’imposta omessa.

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