Bracconieri aggrediscono agenti provinciali: tre in ospedale

La polizia provinciale ha sorpreso padre e figlio mentre sparavano con mezzi illeciti dall'interno della loro abitazione. Il più anziano dei due, un ottantenne, era stato denunciato ad aprile per caccia di frodo

Tre agenti della polizia provinciale ferit, tutti finiti in ospedale. È questo il bilancio dell'aggressione di due cacciatori, padre e figlio, che nei giorni scorsi sono stati sorpresi dagli operatori ad usare armi e richiami vietati.

Durante un servizio di pattugliamento mattutino nelle campagne di Quinto Vicentino gli agenti hanno sentito un richiamo vietato e si sono diretti nel retro di un'abitazione. All'interno i due cacciatori di frodo erano pronti a sparare a degli uccelli con delle armi vietate. Colti in flagrante, il più anziano dei due, già denunciato in aprile per caccia di frodo, ha tentato la fuga con un fucile provvisto di silenziatore. Bloccato da un agente l'uomo non voleva consegnarlo e l'operatore ha dovuto strapparglielo dalle mani. A quel punto il figlio si è avventato contro la guardia aggredendola mentre il padre ha preso un bastone con l'intento di reagire alle forze dell'odine. 

A quel punto è scoppiata una rissa fino a che uno degli agenti aggrediti non ha sparato un colpo in aria di avvertimento per calmare la furia dei due bracconieri, uno dei quali, il più giovane, è stato ammanettato. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di Sandrigo e il Suem che ha ricoverato tre operatori rimasti feriti durante la collutazione.  All'interno della casa dei cacciatori sono stati invece sequestrati fucili, bossoli, il richiamo acustico e uccelli vietati messi nel congelatori. Padre e figlio, denunciati, ora dovranno rispondere di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale oltre ai reati contro le regole sulla caccia. 

 

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