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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Salute

Sintomi variante Omicron: come rafforzare il sistema immunitario

Come riconoscere la nuova variante Sudafricana, quali sono i cibi e gli integratori per avere difese immunitarie efficienti

Siamo in una situazione eccezionale per la pandemia Coronavirus e dobbiamo fare tutto il possibile per non ammalarci, rispettare la distanza di sicurezza, usare i disinfettanti sulle mani e le superfici, indossare mascherine FF2, completare il ciclo vaccinale e fare attenzione ai sintomi.

VARIANTE OMICRON

I sintomi della nuova variante Sudafricana che si diffonde molto più velocemente della Delta appaiono lievi. A far luce sulle sue caratteristiche contribuisce l'associazione medica del Sudafrica. Nel paese, dove la variante è stata scoperta, i positivi hanno manifestato sintomi: "insoliti ma lievi, i pazienti si lamentano principalmente di un corpo dolorante, mal di testa, leggero rialzo della temperatura corporea, accelerazione del battito cardiaco, estrema stanchezza, e può essere pericolosa soprattutto nelle persone anziane, non si avverte cambiamento nella percezione di olfatto e gusto".

RAFFORZARE IL SISTEMA IMMUNITARIO

Per aiutare l'organismo a difendersi, l'alimentazione è il miglior modo. È essenziale mangiare molta frutta e verdura: consumare alimenti ricchi di vitamine - B, C e D su tutte - e minerali (in modo particolare zinco e selenio) è essenziale per mantenere elevati livelli di difesa del corpo.  Essenziali poi cereali, pesce, riso e uova (tutti ricchi di vitamina B); mentre la C si può trovare in agrumi, lattuga, patate e broccoli.  Ma anche uova e riso, al posto di tanti prodotti lavorati o di matrice industriale. Bisogna limitare o evitare il fumo, che riduce le difese dei polmoni, esponendo i fumatori a maggiori rischi.  A complemento di tutto questo è anche possibile aggiungere degli integratori di vitamine e oligoelementi, così da implementare il consumo abituale di queste sostanze.

 «Sono diversi i micronutrienti che hanno un ruolo cruciale per il nostro sistema immunitario. La mancanza o la carenza nella dieta quotidiana di queste sostanze può essere responsabile dell’alterato funzionamento dei meccanismi di difesa dell’organismo. Di conseguenza può predisporre a una maggiore possibilità di attacco da parte di agenti patogeni e un maggiore rischio di andare incontro a infezioni», dice la nutrizionista Valentina Schirò, specializzata in scienze dell’alimentazione.

I cibi per rendere più forte il sistema immunitario

Carne, uova e pesce: lo Zinco. Ha un’azione antiossidante.Aiuta a mantenere l’integrità della pelle e delle mucose che sono delle vere e proprie barriere di difesa nei confronti di agenti patogeni. Si trova nellla carne di manzo, le uova, il latte e i suoi derivanti. Questo minerale è presente anche in pesce, frutti di mare e cereali integrali.

Sardine e latte: Vitamina D. Questa vitamina stimola la proliferazione delle cellule immunitarie. Aiuta a proteggere dalle infezioni causate da agenti patogeni. Si trova anche in salmone, olio di fegato di merluzzo e tuorlo d’uovo. Per fare il pieno di questa vitamina è necessario poi esporsi al sole almeno mezz’ora al giorno.

Frutta e verdura di stagione: Vitamina A. La verdura e la frutta di colore arancione sono una miniera di questa vitamina che aiuta a mantenere l’integrità strutturale e funzionale delle cellule della mucosa delle vie respiratorie, inoltre è fondamentale per il normale funzionamento delle cellule immunitarie. 

Vitamina B6 è un’ottima alleate delle difese del nostro organismo. «Ha ruolo importante nella proliferazione, differenziazione e maturazione dei linfociti, le cellule del sistema immunitario così come nella produzione di anticorpi. Si trova in legumi, patate, lievito e farine e cereali integrali, carne, pesce e frutta, con esclusione degli agrumi.

Semi oleosi, frutta secca e cibi integrali: Vitamina E. Avocado, mandorle e noci sono preziose fonti di azione protettiva per i linfociti, i protagonisti del nostro sistema immunitario. Una porzione al giorno di cereali integrali (farro, orzo, riso, ecc) di 80 - 100 grammi e una manciata di semi oleosi aiutano a raggiungere discreti livelli di amminoacidi solforati, fondamentali per la regolazione della risposta immunitaria. Rame. Questo minerale ha azione antimicrobica nella proliferazione delle cellule T e nella produzione di anticorpi. Un’altra buona fonte di questo minerale è il pesce con i suoi benefici Omega 3Ferro: è un componente della struttura di enzimi fondamentali per il funzionamento delle cellule immunitarie. Si trova nella carne, nei legumi, nei cereali integrali e nella frutta secca a guscio. Anche alcune varietà di verdure a foglia di colore verde scuro come il cavolo riccio ne sono buone fonte. A cura della nutrizionista Valentina Schirò.

Integratori

Gli integratori non hanno i poteri magici, né sono delle scorciatoie che evitano gli effetti collaterali di un’alimentazione poco bilanciata. Hanno la funzione di integrare, appunto, eventuali carenze e permettere al nostro organismo di essere più forte. E, soprattutto ai tempi del coronavirus e della influenze stagionali, ci danno una base per far funzionare al meglio il nostro sistema immunitario.

 Mantenere in equilibrio l’intestino (condizione di eubiosi) significa preservare il 70% del nostro sistema immunitario. In che modo possiamo farlo? Assumendo regolarmente la giusta quantità di cibi prebiotici e probiotici, ed evitando o limitando i cibi che generano calore (come il latte, il glutine e zuccheri raffinati in generale, che sono causa di un aumento eccessivo di infiammazione e di disbiosi intestinale). 

  • Può essere utile assumere integratori di Zinco. Più studi indicano che lo Zn aumenta l’espressione di Interleuchina-2 e di Interferone-gamma, due sostanze che stimolano la generazione di cellule natural killer  e cellule T citotossiche che uccidono virus, batteri e cellule tumorali. Uno studio su anziani in case di riposo ha mostrato che chi ha alti livelli di Zn nel sangue ha un minor rischio di sviluppare polmoniti.
  • Può essere utile assumere probiotici con lattobacilli e bifidobatteri: più studi sugli animali di laboratorio e sull’uomo ne hanno evidenziato l’effetto protettivo e curativo sull’influenza.
  • Possono essere utili alcune fitoterapie, in particolare con echinacea, che può ridurre  il rischio di polmonite in chi ha l’influenza (l’echinacea ridurrebbe l’adesione dei batteri alle cellule della mucosa bronchiale. Consigli del dott. Franco Berrino

In caso di dubbi sulla propria salute consultate il  medico.

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