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Domenica, 4 Dicembre 2022
Salute

Attenzione alle castagne matte: come riconoscere le velenose

In autunno è molto facile trovare per terra lungo i viali castagne più grosse e lucide del normale, bisogna non ingerirle, causano problemi seri, ma hanno proverbiali proprietà

Ogni autunno ospedali e centri antiveleni accolgono persone con intossicazioni da castagne d’India, frutti dell’Ippocastano o Aesculus hippocastanum, non commestibili e responsabili di sintomi gastrointestinali e infiammazioni del cavo orale. Queste castagne, chiamate anche “matte”, vengono talvolta scambiate per castagne commestibili, in realtà, sono i semi degli ippocastani.

Le castagne matte rappresentano il 12% di tutti i casi di intossicazioni.
La prima indicazione da tenere a mente riguarda l’aspetto, perché i due tipi sono piuttosto diversi. Le castagne d’India sono più voluminose, sferiche, lucide, e ogni guscio ne contiene una sola. Quest’ultimo è di colore verde acceso, e ha poche spine grandi.

Al contrario, le castagne da mangiare sono più piccole, appiattite e triangolari, non di rado percorse da righe verticali e quasi sempre presenti in più di una in un solo guscio (di solito 2-3). Il quale, a sua volta, che è protetto da molte spine sottili e, quando cade, è di colore biondo-marrone.

Come riconoscere le castagne matte 

Non è difficile riconoscere le castagne buone da quelle matte. Se si conoscono le principali differenze è impossibile sbagliarsi, diversamente da quanto può succedere con i funghi che spesso sono talmente simili.

Le castagne commestibili sono il frutto dell'albero del castagno e si raccolgono nei boschi, ad un'altitudine che può variare dai 300 ai 1200 metri. Sono contenute in "gruppo" all'interno di un riccio, che si trasforma da verde a marrone durante la maturazione e che è ricco di aculei. Nei ricci del castagno si trovano solitamente 2 o 3 castagne, una grande e le altre più piccole e schiacciate. Inoltre le foglie del castagno, a differenza di quelle dell'ippocastano, sono singole, più piccole e seghettate.

Le castagne matte. L'Ippocastano è una specie arborea longeva e rustica originaria dei Balcani e della Grecia. Oggi è però ampiamente diffusa in tutte le zone temperate dell'Europa. Si trovano nelle strade, nei giardini e nei parchi di città, in pianura o in altura. Queste castagne sono infatti i semi dell'ippocastano, una pianta utilizzata soprattutto a scopo ornamentale e per creare ampie zone d'ombra. Il loro riccio è verde, con piccole punte distanziate e corte, e di solito racchiude un solo frutto, che si presenta rotondo, grosso e molto lucido.
Infine, le castagne e le castagne matte si differenziano anche per grandezza e colore: le prime  infatti sono più piccole, meno arrotondate e presentano un ciuffo apicale caratteristico, cosa che le castagne matte non hanno.

Cosa fare in caso di intossicazione 

Nel caso si verifichino i sintomi di una intossicazione, cerca di fotografare l'albero ed i frutti mangiati, in modo che il pronto soccorso o il centro antiveleno abbiano dati il più dettagliati possibile per poter intervenire.

Cosa succede se si mangiano le castagne matte

Mangiare castagne matte provoca intossicazione, che se sottovalutata può sfociare in problemi più seri come lesioni intestinali e renali. Le castagne dell'ippocastano infatti contengono saponine, sostanze che hanno un effetto irritativo e che causano vomito e diarrea, in base alla quantità che è stata ingerita.

I sintomi più comuni dell'intossicazione: disturbi digestivi, dolori addominali, nausea, vomito o irritazione della gola. Le castagne matte, inoltre, se mangiate cotte o crude hanno un sapore amaro e l’acqua di bollitura emana un cattivo odore.

Intossicazione: nel caso si verifichino i sintomi di una intossicazione, cerca di fotografare l'albero ed i frutti mangiati, in modo che il pronto soccorso o il centro antiveleno abbiano dati il più dettagliati possibile per poter intervenire.

Le proverbiali virtù delle castagne matte

Prima regola per ottenere l’effetto anti-raffreddore: non tutte le castagne funzionano allo stesso modo. La magica proprietà è attribuita infatti solo alle “castagne matte”, ovvero le castagne tonde e lucide che cadono dall’ippocastano, non quelle che si mangiano arrosto o nelle zuppe, che invece sono il frutto del castagno. Il metodo più comune è infatti quello di infilare le castagne nel cappotto per tutto il periodo freddo dell’anno. Ma ci sono anche eccezioni: alcuni tengono una o due castagne matte dentro l’auto; altri sulla scrivania in ufficio; altri ancora nella borsa, nello zaino, nel cruscotto…l’importante è restare sempre nel raggio “magico” della castagna.

Le nonne consigliavano di tenerne sempre in tasca in modo da tenere lontano i malanni autunnali, come il raffreddore e la tosse.

Certamente sono molte le proprietà terapeutiche associate a questa pianta, che infatti viene utilizzata soprattutto in fitoterapia e cosmetica per la realizzazione di creme. 

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