Emergenza Coronavirus: cos'è il tampone e a chi viene fatto

Nella Regione Veneto 337.000 tamponi effettuati, permettono di individuare il contagio nei primissimi giorni

Sul fronte del rafforzamento dell’esecuzione dei tamponi per fronteggiare e limitare l’emergenza coronavirus, la Regione ha approntato un piano che porterà l’effettuazione di 30.000 al giorno, coinvolgendo, secondo le singole potenzialità, tutte le microbiologie della rete ospedaliera regionale. Il tampone consente di individuare il Covid-19 al quinto, sento giorno del contagio.

Lo screening 

Un positivo asintomatico può contagiare dieci persone che a loro volta possono contagiare ognuna dieci diverse persone, il test consente di capire quanti persone che stanno bene hanno il virus. Verranno fatti i tamponi con queste modalità:

  • test per strada su base volontaria per individuare chi ha avuto il virus in forma asintomatica e lo ha superato.
  • le categorie più a contatto con il pubblico quali i 54 mila operatori sanitari veneti, le forze dell'ordine, i dipendenti di supermercati, autisti di autobus, assistenti nelle case di riposo.

L'obiettivo di questo screening annunciato oggi dalla Regione Veneto, è di arrivare entro la settimana a un regime di 13.000 test al giorno per capire quanti sono gli ammalati asintomatici Covid-19 in Veneto.

Cos'è il tampone faringeo

Si parla molto dei tamponi in questi giorni, ma che cosa sono? E come si fanno? Il tampone faringeo è lo strumento che viene utilizzato per verificare il contagio. Il test permette di analizzare la mucosa della faringe: il tampone consente di raccogliere nel cavo orale i campioni nei quali poi sarà cercata l'eventuale presenza di copie delle particelle del virus.

In parole semplici il tampone faringeo è un lungo cotton fioc, una sorta di bastoncino con un'estremità ricoperta di cotone. Per poter analizzare la mucosa, il tampone viene introdotto nella bocca del paziente. Non si tratta di un esame lungo, né doloroso: in pochi secondi muco e saliva vengono prelevati e la percezione è al massimo di un lieve fastidio.

Una volta che è stato raccolto il materiale genetico, il tampone viene immediatamente immerso in un gel specifico e spedito a uno dei laboratori specializzati. A questo punto se l'esito del test è positivo, si procede con un ulteriore test: il protocollo prevede una seconda verifica che può confermare, stavolta in modo definitivo, il contagio del nuovo coronavirus.

"La nostra politica è stata quella di circoscrivere e conoscere, quanto più possibile. Il virus nella maggior parte dei casi è asintomatico, nell’85% dei casi i sintomi sono minimi o inesistenti, in pochi casi è necessario il ricovero in ospedale e in pochissimi in terapia intensiva. Se non hai sintomi e sei positivo hai meno possibilità di contagiare qualcuno". Dice il Ministero della Salute.

E' importante rispettare la distanza di sicurezza, usare i disinfettanti sulle mani e le superfici, e fare attenzione ai sintomi. 

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