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Lockdown di Natale, autocertificazione, spostamenti e zona rossa: cosa succede dal 24 dicembre

A partire dalla vigilia di Natale scattano le restrizioni in tutta Italia: per uscire sarà necessaria la giustificazione ma c'è una deroga per parenti e amici che consente il pranzo di Natale e anche Cenone e Veglione aggirando il coprifuoco. Vediamo regole e deroghe

A partire dal 24 dicembre tutta l'Italia sarà in zona rossa e ci rimarrà fino al 27 dicembre. Dopo lo stop agli spostamenti tra le regioni scattato ieri il piano del governo per il Natale 2020 prevede altri due giorni di "libertà condizionata" in zona gialla prima che scattino le restrizioni e per muoversi sarà necessaria l'autocertificazione e un valido motivo. Dal 27 al 30 dicembre sarà la volta della zona arancione, poi si tornerà in rosso fino al 3 gennaio; il 4 ancora arancione e poi rosso il 5 e il 6. Cosa comporta tutto questo nella vita dei cittadini? Ecco un piccolo ripasso delle regole anche dopo le risposte alle domande frequenti pubblicate ieri da Palazzo Chigi

Autocertificazione, spostamenti e zona rossa: cosa succede dal 24 dicembre

In primo luogo c'è da dire che nonostante l'approdo della nuova variante del coronavirus in Italia per ora il governo non pensa a nuove misure restrittive a parte lo stop ai voli dalla Gran Bretagna. Nelle prossime ore però potrebbero essere bloccati anche i voli dall'Olanda e dal Lussemburgo, anche se si attende una decisione a livello europeo. Fino al 23 dicembre rimangono valide le distinzioni tra area arancione (Abruzzo e Campania) e area gialla (tutte le altre regioni).Con il colore giallo bar e ristoranti sono aperti con consumazione all’interno dalle 5 alle 18. Dalle 18 alle 22 è previsto l’asporto mentre la consegna a domicilio non ha limiti di orario. I negozi sono aperti Dal 24 dicembre in Italia saranno in vigore le regole della zona rossa: 

  • gli spostamenti sono consentiti solo per ragioni lavoro, salute, necessità e tra questi rientra l’assistenza ad una persona non autosufficiente; si potrà rientrare nella propria residenza, nel domicilio o nell’abitazione in cui ci si ritrova abitualmente con il partner e anche nelle seconde case (si veda edit alla fine dell'articolo); si potrà andare a fare la spesa e a messa oltre che in farmacia e dal tabaccaio;
  • ci si potrà recare a casa di altre persone (in due, ma nel totale non sono contati gli under 14) con spostamenti all'interno del proprio comune; 
  • Bar e ristoranti chiudono dalla vigilia di Natale per riaprire il 7 gennaio; è consentito solo il servizio a domicilio o l’asporto entro le 22. Restano aperti gli autogrill lungo le autostrade e i bar in stazioni e aeroporti;
  • I negozi aperti sono: supermercati, alimentari, parrucchieri, barbieri, tabaccai,  farmacie, parafarmacie, librerie, edicole, fiorari, negozi di giocattoli e abbigliamento sportivo, tabacchi e ferramenta, lavanderie e negozi per animali; 

Dal 24 l'Italia sarà quindi tutta in zona rossa: saranno chiusi bar, ristoranti e negozi - ad eccezione di supermercati e generi alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole, tabacchi e librerie -, si potrà uscire per fare una passeggiata vicino casa con la mascherina e fare attività sportiva da soli, sarà necessaria l'autocertificazione per gli unici spostamenti consentiti, vale a dire quelli per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità o per tornare alla propria residenza o domicilio. Il governo ha però introdotto una serie di deroghe con il decreto legge 18 dicembre

Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è altresì consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Questo vuol dire che nel giorno di Natale, alla vigilia, a Capodanno e in tutti gli altri giorni è possibile invitare in casa non più di due persone, familiari o amici, a cui possono aggiungersi i loro figli sotto i 14 anni o persone disabili. Oppure, muovendosi sempre in due (più i bambini) si può andare a casa di un altro nucleo familiare. In tutti questi casi per muoversi sarà comunque necessaria l'autocertificazione. Nell’autocertificazione (ecco l'ultimo modulo autodichiarazione disponibile in pdf sul sito del Viminale), il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da: 

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute; 
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio;

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale. Cosa rischia chi non è in regola? In primo luogo una multa da 400 a mille euro, come previsto dal decreto. Quando ci si sposta da un'abitazione privata all'altra, essendo questa una deroga presente nelle norme, andrà motivata come uno degli "altri motivi ammessi dalle vigenti normative" in attesa che il Viminale predisponga un altro modulo autocertificazione.

L'Italia in zona rossa dal 24 dicembre 

Sono arrivati anche due chiarimenti da parte del governo, che ha aggiornato le Faq sul sito di Palazzo Chigi. Il primo riguarda la possibilità, nei 10 giorni 'rossi', di poter andare a trovare amici e parenti anche in un comune diverso da quello di residenza, purché sempre nella stessa regione e sempre nel limite massimo di due persone. Il secondo riguarda invece i piccoli comuni sotto i 5mila abitanti: nei giorni indicati con l'arancione durante le feste di Natale (28-29-30 dicembre e 4 gennaio) sarà possibile per chi vi risiede andare anche in un'altra regione, sempre però entro i 30 km dalla propria residenza e senza andare verso i capoluoghi di provincia. Un chiarimento per consentire a tutti coloro che abitano nelle zone confinanti di non rimanere tagliati fuori dalla possibilità di incontrare persone che abitano in un paese a pochi chilometri ma in un'altra regione.

Il governo ha anche precisato la questione delle seconde case: tra oggi e il 6 gennaio "gli spostamenti di un nucleo familiare convivente verso le seconde case sono sempre consentiti, dalle 5 alle 22, all'interno della propria Regione e sempre vietati verso le altre Regioni". Quanto ai coniugi o ai partner che vivono separati per motivi di lavoro sarà invece possibile incontrarsi, "se il luogo per il ricongiungimento è quello in cui c'è residenza, domicilio o abitazione". E sono consentiti anche gli spostamenti dei genitori separati, che possono andare a trovare i figli anche in un'altra regione o all'estero: rientra tra i motivi di necessità, così come lo è l'assistenza ai genitori non autosufficienti. Non è invece mai consentito andare a trovare i genitori che sono in buona salute e vivono in un'altra regione, così come non sono consentiti "spostamenti per turismo extraregionali" tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. 

Le scappatoie per il pranzo di Natale

Va anche ricordato che con l'autocertificazione e la deroga per i due amici o parenti il governo ha autorizzato esplicitamente: 

  • il pranzo di Natale, perché rientra nei limiti temporali del coprifuoco;
  • il pranzo del primo dell'anno, per lo stesso motivo.

Ma non essendo esplicitamente vietati sono consentiti anche il Cenone di Natale e il Veglione di Capodanno con due ospiti più gli under 14 e i non autosufficienti. Sostanzialmente in tre modi: 

  • il primo è il più semplice: si possono anticipare gli orari delle cene in modo da rispettare il coprifuoco; 
  • il secondo è più complicato: essendo consentito dal decreto legge 2 dicembre a qualsiasi ora il ritorno a casa (e quindi anche durante il coprifuoco) si può farlo dopo aver cenato e brindato oltre mezzanotte;
  • il terzo modo è quello che era stato ipotizzato nei giorni scorsi e viene certificato oggi: basta rimanere a dormire la sera del 24 e quella del primo gennaio e tornare a casa quando sarà scaduta l'ora del coprifuoco. 

A certificare che anche questo terzo metodo è possibile è stato ieri Fabio Ciciliano, 48 anni, dirigente medico della polizia e membro del Comitato Tecnico Scientifico, di cui è segretario, in una serie di dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera. "Sì, ogni giorno si può effettuare soltanto una visita e si può rimanere anche a dormire. L’uscita per il ritorno a casa è consentita dalle 5 alle 22 tutti i giorni e il 1° gennaio 2021 dalle 7 alle 22". E c'è di più: perché anche la precisazione sulle seconde case che è sempre possibile raggiungere fornita il 19 dicembre scorso da Palazzo Chigi fornisce un'ulteriore scappatoia per organizzare cenoni e veglioni: "È stato necessario trovare un compromesso tra necessità di limitare la circolazione delle persone per evitare la diffusione del virus e l’esigenza di garantire comunque una minima socialità per le famiglie, soprattutto per consentire ai nonni di non rimanere soli durante il periodo natalizio". 

Ma anche in questo caso chi va a trovare un parente o un amico nella seconda casa può fermarsi a dormire. Unica condizione: "La seconda casa dev’essere nella regione di residenza sia del proprietario che degli amici o parenti che vengono ospitati, poiché dal 21 dicembre al 6 gennaio sono preclusi spostamenti tra regioni e province autonome". Infine, ecco anche l'ultimo pericolo certificato da Ciciliano: con la regola delle due persone non c’è il rischio che varie coppie si vedano poi nella stessa casa? "Tutte le norme, se male interpretate, possono dare spazio a tentativi di aggiramento. Le forze dell’ordine stanno facendo l’impossibile per assicurare controlli accurati, anche grazie al coinvolgimento delle polizie locali". 

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