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Veneto in zona bianca da lunedì, le nuove regole per i ristoranti

Oggi l'ordinanza del ministro Speranza porterà la nostra, assieme ad altre regioni, nell'area con minori restrizioni. L'obiettivo è l'Italia tutta in bianco entro luglio. Mentre arriva una nuova regola per gli spostamenti tra privati

Il Veneto, assieme ad Abruzzo, Liguria e Umbria è canditato a entrare in zona bianca con l'ordinanza di oggi del ministro della Salute Roberto Speranza valida da lunedì 7 giugno, mentre il 14 dovrebbe toccare a Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia, Emilia-Romagna e Provincia di Trento. 

Le nuove regole per i posti a tavola nei ristoranti

A luglio, come spiega Alessandro D'Amato su Today.it l'Italia sarà completamente bianca.  Oggi il report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute dovrebbe infatti certificare un ulteriore passo indietro dell'epidemia e, soprattutto, un ulteriore calo dell'incidenza dei casi ogni 100mila abitanti. «Le cose vanno meglio, ora occorre proseguire in un percorso di gradualità, perché è giusto riaprire ma passo dopo passo visto che un passo troppo lungo ci potrebbe far pagare un prezzo», ha detto ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza. E intanto anche sul caso dei commensali ai tavoli nei locali il governo e le Regioni hanno trovato alla fine la quadra con un compromesso: nessun limite all'aperto e un massimo di sei al chiuso o comunque di due nuclei familiari.

E quindi oggi un'ordinanza del ministro Speranza ufficializzerà il compromesso raggiunto con gli enti locali. E che prevede una novità, come racconta oggi il Corriere della Sera: far valere le stesse regole anche per gli spostamenti verso le abitazioni private. Nei ristoranti al chiuso in zona bianca quindi potranno sedere allo stesso tavolo sei persone. All'aperto invece non ci sarà alcun limite ma rimarrà la regola del distanziamento di un metro tra i tavoli. 

Invece se due nuclei familiari decidono di mangiare insieme in zona bianca possono accogliere fino a sei ospiti esclusi i minorenni. In zona gialla invece al momento rimane il limite di quattro persone allo stesso tavolo, sia al chiuso, sia all’aperto. Lo spostamento verso un'altra abitazione privata in sei persone oltre ai figli minori non era stato previsto come regola. In zona gialla rimane invece consentito una volta al giorno lo spostamento verso un'altra abitazione privata nei limiti del coprifuoco a quattro persone oltre ai figli minori. 

Intanto il virologo Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, definisce "importante" ma condotta in modo "surreale" la discussione sul numero di posti a tavola nei ristoranti. In un intervento sul sito 'MedicalFacts' da lui fondato, lo scienziato fa notare infatti che "nessuno, né le istituzioni, e sorprendentemente neanche le associazioni dei ristoratori, ha tirato in ballo l'elemento più importante dal punto di vista sanitario: chi si siede a tavola è vaccinato o non è vaccinato?".

"La discussione attuale sul numero di posti che dovrebbero essere concessi ai ristoratori in ogni tavolata per riaprire i ristoranti in sicurezza" in era Covid "è importante", scrive Burioni, perché "se è vero che decisioni troppo permissive potrebbero portare a dei pericoli sanitari, è altrettanto vero che decisioni inutilmente severe causerebbero un ulteriore danno economico del tutto evitabile a un settore che è già stato colpito in maniera terribile dagli eventi degli ultimi 15 mesi. Tuttavia, trovo questa discussione condotta in maniera del tutto surreale", non considerando appunto il fattore chiave. 
"Perché", ed "è bene dirlo, in quanto questa è la realtà scientifica indiscutibile e innegabile - puntualizza il virologo - se a tavola ci sono vaccinati è un conto, se ci sono persone non vaccinate è un altro. Qualcuno dovrebbe avere il coraggio di cominciare a discuterne seriamente".

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