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Il Veneto verso la zona bianca e l’ipotesi del coprifuoco a mezzanotte per tutta Italia

Con la curva epidemiologica in discesa, gran parte dell’Italia si appresta a finire prima del previsto nel colore che prevede la scomparsa del coprifuoco. Ma intanto alcuni governatori chiedono all'esecutivo di mantenere il rientro a mezzanotte anche nell'area a zero restrizioni

Con la curva epidemiologica in picchiata, gran parte dell’Italia si appresta a finire prima del previsto nel colore che prevede la scomparsa del coprifuoco. Ma intanto alcuni governatori chiedono all'esecutivo di mantenere il rientro a mezzanotte anche nell'area a zero restrizioni. Rispetto al pronostico della settimana scorsa, che vedeva tutta o quasi l'Italia pronta ad approdare in zona bianca entro il 21 giugno, cinque regioni hanno visto un'accelerazione della discesa dell'incidenza dei casi ogni centomila abitanti. La proiezione dei dati dà un valore inferiore ai 50 casi nel periodo tra il 20 e il 27 maggio, mentre se si calcola l'incidenza a partire dal 19 qualcuna è ancora leggermente al di sopra. Repubblica spiega oggi che la Lombardia è a 50,7, l'Emilia-Romagna a 51,9 e il Lazio a 52,2. Segue il Piemonte a 55,3. 

Ma il numero di nuovi casi continua a scendere e per questo alcune regioni hanno la possibilità di andare sotto soglia già tra oggi e domani. Tra queste anche la Puglia la cui incidenza è ancora a 56,7. E così ecco le regioni candidate ad aggiungersi a Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Molise che puntano alla zona bianca il 31 maggio, e a Veneto, Liguria, Umbria e Abruzzo che dovrebbero arrivarci il 7 giugno. La regola prevede infatti che si debba restare sotto la soglia di 50 casi per tre monitoraggi consecutivi per approdare in zona bianca. E quindi ecco che Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte e Puglia potrebbero arrivare in zona bianca a partire dal 14 giugno. 

Intanto però sono state avanzate alcune ipotesi dalle Regioni per la zona bianca rafforzata. Tra queste il coprifuoco alle 24 insieme a misure anti assembramento per la movida, nel caso di un aumento dell'incidenza dei contagi che superi i 50 ogni 100mila abitanti. Anche se l'idea è stata ufficialmente smentita dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga:  "Leggo su alcuni media indiscrezioni riguardo una proposta delle Regioni che prevederebbe coprifuoco alle 24.00 in zona bianca. Ci riuniremo domani (cioè oggi, ndr) per iniziare la discussione, quindi la notizia è priva di ogni fondamento".

Zona bianca rafforzata: l'ipotesi dei governatori 

In attesa delle decisioni dei governatori, l'agenzia di stampa Ansa spiega che l'idea è quella di introdurre nuovi meccanismi condivisi a livello nazionale affinché sia tutelata la continuità delle aperture nei territori che hanno la più bassa diffusione del virus. L'ipotesi, come detto, è quella del coprifuoco alle 24 (attualmente in zona bianca non c'è coprifuoco) e di altre misure anti-assembramento sulla movida, come l'obbligo di consumare solo seduti ai tavolini di bar e ristoranti all'aperto senza sostare in piedi davanti ai locali.

L'obiettivo è quello di scongiurare un "effetto Sardegna", ovvero la regione che dopo essere finita in zona bianca a marzo, registrò poi un notevole aumento dei contagi che ne determinò il conseguente passaggio in zona arancione e rossa. Se queste sono ipotesi, sembra invece certa l'intenzione - nel caso si finisca nuovamente in zona gialla - di rientrare in area bianca senza dover aspettare necessariamente tre settimane consecutive, qualora i dati lo consentano. 

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