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Veneto in zona "gialla", ma con i nuovi numeri rischia il "lockdown soft"

Con il nuovo Dpcm la divisione in zone gialle, arancioni e verdi è stata fatta in base a dati che risalgono al 25 ottobre. I numeri più aggiornati potrebbero portare quattro territori a diventare zone arancioni e a cambiare le regole e i divieti. Ecco quali

In Veneto, a partire da venerdì è in area gialla. E mentre i presidenti di Regione, come scrive Today.it, vanno all'attacco del nuovo Dpcm che divide l'Italia in zone (o aree) rosse, arancioni e gialle già nei prossimi giorni c'è il rischio che alcune aree dell'Italia vadano in lockdown "soft". Questo perché, come hanno sostenuto anche i presidenti ieri dopo l'annuncio di Conte, per inserire le sei Regioni nelle zone rossa e arancione (rispettivamente: Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta da una parte, Puglia e Sicilia dall'altra) è stato usato il monitoraggio di venerdì scorso, basato sui dati dal 19 al 25 ottobre.

A breve però i numeri di quel monitoraggio verranno aggiornati con i nuovi dati e questo potrebbe portare altre regioni in lockdown "morbido" o "soft", secondo il neologismo in uso. I maggiori rischi, spiega oggi Repubblica dopo che la stessa questione era stata sollevata anche nei giorni scorsi, ci sono Veneto e Liguria che ieri hanno avuto interlocuzioni a tutti i livelli con il governo. In base all'indice di contagio Rt che si trova tra 1,25 e 1,50 in quei territori e al rischio definito "alto" in base ai 21 indicatori del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute validati dal Comitato Tecnico Scientifico, Veneto e Liguria avrebbero dovuto già essere inserite in zona arancione così come Puglia e Sicilia. Ma quella definizione del rischio è arrivata a causa dei dati ancora incompleti, e quindi, secondo la Cabina di Regia, "considerando l’imminente rivalutazione del rischio su dati aggiornati alla settimana 26 ottobre-1 novembre 2020, si ritiene di attenzionare in particolare queste Regioni per una definizione aggiornata e puntuale del livello di rischio". 

Quindi se i numeri della settimana successiva rispetto a quella in cui sono state prese le decisioni saranno peggiorati Veneto e Liguria potrebbero finire in zona arancione insieme a Puglia e Sicilia. Non solo: lo stesso problema hanno la Toscana e la Campania e la lista non finisce qui. Quali differenze comporta lo spostamento da zona gialla a zona arancione? Ci sono regole uguali e alcune differenziazioni importanti. In tutte queste zone -. e quindi in tutta Italia - c'è il coprifuoco dalle 22 alle 5, salvo per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Nella zona gialla sono "consentiti gli spostamenti anche fuori Regione, purché le Regioni accanto siano nella stessa zona rischio moderato. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi".

La capienza dei mezzi pubblici è dimezzata al 50% e musei, mostre, corner per giochi e bingo (in bar e tabaccherie) sono chiusi. Nella zona gialla e nella zona arancione "i centri commerciali (sono) chiusi nei giorni festivi e pre-festivi, ma rimarranno aperti negozi alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole collocati al loro interno" e c'è la "didattica a distanza al 100% per tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e terza media"; oltre a questo:

  • nella zona arancione è "vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle Regioni, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute";
  • nelle zone arancioni e rosse  "bar, ristoranti, locali, pub, gelaterie e pasticcerie" sono "chiusi sempre, ma potranno continuare a vendere cibo da asporto (fino alle 22) o consegnarlo a domicilio";
  • sempre nelle zone arancioni e rosse i negozi sono "chiusi, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali;
  • anche i mercati sono "chiusi, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari";
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