Influenza, al via la campagna vaccinale in Veneto: 1,32 mln di dosi acquistate

Il principale obiettivo operativo per i servizi vaccinali è il raggiungimento di una copertura vaccinale della popolazione dei 65enni pari ad almeno il 75%

La campagna vaccinale antinfluenzale della Regione Veneto partirà ufficialmente e a pieno regime il 12 ottobre prossimo, utilizzando 1 milione 320 mila dosi, per la gran parte già distribuite, contro le circa 800 mila acquistate l’anno scorso.

"Si punta a difendere i soggetti più deboli dalle complicanze - rende noto la Regione - contenere gli accessi ai Pronto aoccorso, e supportare la diagnosi differenziale con Covid-19 (che ha vari sintomi in comune) e la conseguente gestione dei casi sospetti".

La campagna vaccinale antinfluenzale per la stagione 2020/2021 si caratterizza per alcuni elementi peculiari rispetto alle stagioni precedenti tra i quali lo scenario epidemiologico e le misure igienico-comportamentali da adottare per ridurre il rischio di diffusione di Covid-19, l’aumento di richieste a livello internazionale di vaccino, gli obiettivi di copertura vaccinale fissati e l’allargamento dell’offerta vaccinale gratuita a partire dai 60 anni di età. 

Come previsto dal Piano sanitario nazionale e ribadito dal Piano nazionale prevenzione Vaccinale 2017-2019, il principale obiettivo operativo per i servizi vaccinali è il raggiungimento di una copertura vaccinale della popolazione dei 65enni pari ad almeno il 75%.

L’offerta vaccinale prevede un’organizzazione per priorità che saranno valutate e modulate nell’organizzare l’offerta da parte delle singole Aziende Ulss sulla base dell’andamento della campagna sulla propria realtà territoriale.

Si partirà dagli operatori sanitari; quindi gli ospiti delle strutture residenziali; i soggetti a partire dai 60 anni di età; donne in gravidanza, soggetti affetti da patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze da influenza; bambini dai 6 mesi ai 6 anni di età; familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato); soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e altre categorie di lavoratori.donatori di sangue. personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani; 

I pediatri di libera scelta collaborano con i Servizi di Sanità Pubblica per la vaccinazione dei bambini.

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