"A Dachau ero il numero 123343", Aned si dissocia: "Testimonianze fantasiose"

L'associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti punta il dito contro la pubblicazione di Enrico Vanzini che sarà presentata venerdì a Longare

La retro copertina del libro

Venerdì 7 febbraio, sarà presentato a Longare il libro-testimonianza “L’ultimo Sonderkommando italiano – a Dachau ero il numero 123343”, edito da Rizzoli. pubblicazione che ripercorre la storia di Enrico, nato a soli 19 giorni dalla presa del potere di Benito Mussolini, una giovinezza segnata dalla guerra. Racconta i lavori forzati a Ingolstadt, la condanna a morte scampata a Buchenwald e l'arrivo a Dacau.

Una pubblicazione che trova il disappunto di Aned, L'associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti "Ci giunge notizia della presentazione – patrocinata dal Comune di Longare in provincia di Vicenza, il prossimo 7 febbraio – del libro-testimonianza “L’ultimo Sonderkommando italiano – a Dachau ero il numero 123343”, Rizzoli Editore, 2013 - precisa in una nota - Aned aveva già avuto modo a suo tempo di rilevare inesattezze, imprecisioni, autentiche mistificazioni e affermazioni non corrispondenti alla tragica realtà di quel lager, la più falsa delle quali riguarda il funzionamento di una camera a gas mai messa in opera".

"O la più fantasiosa ed originale relativa alla “marchiatura a fuoco” della matricola, poi fatta scomparire con più sedute da un medico - sottolinea - Oppure ridicole come i letti a castello a cinque piani o inverosimili come le regolari cerimonie domenicali per le diverse religioni: cattolica, ebraica, ortodossa. Dichiarazioni che non trovano riscontro nella storia del campo. [https://www.deportati.it/news/dachau_fandonie/] "

"Colpisce l’incredibile disinvoltura con la quale nel libro si inanellano inesattezze e falsità - dichiarano i referenti dell'associazione - facendone perdere qualsiasi credibilità e verosimiglianza. e la mancanza di qualsiasi scrupolo di verifica storica e di riscontro con numerosissime altre testimonianze. Il testimone – effettivamente deportato a Ingolstadt e poi a Dachau, con matricola123343 – ha certamente il diritto di confondere il “visto” con quanto ha potuto “leggere”, l’esperienza del proprio campo con quanto “appreso” in questi decenni a proposito di altri campi". 

E concludono: "Di certo qualsiasi giornalista degno di questo nome e qualsiasi editore, prima di pubblicare affermazioni di quel tenore, dovrebbe avere il dovere di verificarle: Dachau è uno dei Lager nazisti più studiati, sul quale esiste una autentica montagna di ricerche e di testimonianze". 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Fuga dopo la rapina, l'auto si schianta: muore una donna

  • Uomini e donne, un vicentino alla corte di Gemma: tra baci "umidi" e "massaggi"

  • Schianto nella notte, l'auto si cappotta più volte: muore un 21enne

  • Alto Vicentino nella morsa del maltempo: grandine e raffiche di vento

  • Uomini e donne, vicentino protagonista del Trono over trova l’anima gemella

  • Dramma della disperazione per una mamma: il figlio 15enne la salva da un gesto estremo

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
VicenzaToday è in caricamento